sabato, 3 Dicembre 2022

Covid Scuola, Roccetti: “Dad inutile contagi non si arrestano più”

Inutile posticipare il rientro in presenza a scuola. Il fenomeno contagi non si arresta più.

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Il matematico Marco Roccetti, ordinario di Scienza dei dati all’Università di Bologna, ha dichiarato: “Arrivati a questo punto, è inutile posticipare il rientro in presenza a scuola. Il fenomeno contagi non si arresta più. Con il ricorso alla dad potrebbe registrarsi un alleggerimento, ma minimale rispetto a quanto ormai determinato. Le conseguenze di quello che è stato fatto finora rendono l’eventuale posticipo della riapertura delle scuole una misura tampone”.

L’esperto continua: “Ormai si sta creando un lockdown di fatto, naturale. Non c’è bisogno di indirlo, tanto è vero che vogliono cambiare le regole sulle quarantene perché non ci si è preparati all’evenienza. Adesso l’unica opzione sono misure drastiche. Vale a dire screening a tappeto, non a campione, vaccinazione in tutte le direzioni possibili, aerazione dei locali, Ffp2 per personale scolastico e studenti, poiché tutti gli studi convergono nel dimostrare che le Ffp2 sono una protezione che ha una significatività da un punto di vista statistico. Si tratta di un presidio importantissimo, utile da indossare a scuola come sugli autobus visto il propagarsi delle varianti. Tra l’altro gli studenti, se vaccinati, al massimo hanno fatto la doppia dose la cui durata è limitata. Il minimo quindi è che indossino l’ffp2”.

Roccetti consiglia alle persone non vaccinate a contatto con il pubblico, di proteggersi con presidi di sicurezza. Inoltre, andrebbero controllati, “per evitare di contagiare gli altri e tutelare la propria salute. Le misure preventive in corso di definizione avrebbero tuttavia dovuto esser intraprese prima dell’emergenza, non quando già si sta precipitando nel baratro. A settembre avevamo detto che la vera misura preventiva era muoversi subito con le terze dosi e spingersi con la vaccinazione in tutte le direzioni possibili. Se fossero intervenuti con la terza dose ad ottobre/novembre, adesso con l’80 per cento delle terze dosi fatte avremmo tenuto il colpo. Invece hanno accorciato la durata delle vaccinazioni quando ormai era troppo tardi. L’errore è stato impuntarsi sui no vax, invece che sulla terza dose”, ha concluso.

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