giovedì, 9 Dicembre 2021

Smart working, entro fine mese il Protocollo del settore privato: pari diritti per il lavoro agile

Sembrerebbe pronto il Protocollo nazionale sul lavoro agile nel settore privato dopo l'incontro di oggi tra il Ministro Orlando e le parti sociali. 

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Sembrerebbe sempre più vicina la firma del Protocollo nazionale sul lavoro agile nel settore privato dopo l’incontro di oggi tra il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando e le parti sociali.

Secondo una prima bozza, l’accordo individuale sullo smart working tra datore di lavoro e dipendente deve indicare la durata dell’accordo, l’alternanza tra i periodi di lavoro all’interno e all’esterno dell’ufficio, i luoghi eventualmente esclusi per lo svolgimento della prestazione, gli strumenti di lavoro, i tempi di riposo e le modalità di controllo della prestazione.

Caratteristica della giornata lavorativa svolta in modalità agile sarebbe l’assenza di un preciso orario di lavoro, che favorisce invece l’autonomia nello svolgimento della prestazione. Fatti salvi accordi interni, inoltre è compito del datore di lavoro fornire la strumentazione tecnologica e informatica necessaria allo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile. Stessa procedura per le spese di manutenzione e di sostituzione della strumentazione fornita, sempre a carico del datore di lavoro.

In caso di malattia, ferie o infortunio il lavoratore non deve garantire la reperibilità e può disconnettere tutti i dispositivi di lavoro. A tal proposito, in caso di ricezione di comunicazioni aziendali, il dipendente non è obbligato a prenderle in lavorazione prima della ripresa dell’attività lavorativa.

La prestazione effettuata in modalità di lavoro agile deve essere inoltre svolta esclusivamente in ambienti idonei, ai sensi della normativa vigente in tema di salute e sicurezza e per ragione dell’esigenza di riservatezza dei dati trattati. Il lavoratore agile ha infatti diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

Ciascun lavoratore agile ha infatti diritto, rispetto ai lavoratori che svolgono le medesime mansioni dalla sede dell’ufficio, allo stesso trattamento economico e normativo complessivamente applicato, anche con riferimento ai premi di risultato. Si possono infine chiedere i permessi orari ma non sono previsti straordinari.

 

 

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