domenica, 28 Novembre 2021

Turismo, la pandemia torna a minacciare il settore: boom di disdette a Roma e allarme impianti sciistici

L'aumento dei contagi frena i turisti. Crescono le disdette nelle strutture alberghiere di Roma, l'Alto Adige corre ai ripari.

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L’aumento dei contagi e i nuovi provvedimenti per limitarne la diffusione preoccupano il settore turistico. A Roma è boom di disdette per il periodo di Natale. Secondo Federalberghi le strutture hanno già registrato il 20% di rinunce e “il trend è in peggioramento”. Se le festività non dovessero portare clienti, a dicembre sarebbero centinaia gli hotel, bed & breakfast, affittacamere, case vacanza a rischio fallimento. Secondo Federalberghi, si aggira tra 350 e 380 il numero delle strutture già chiuse a partire da marzo; stando ai dati di Assoturismo, sarebbero invece 250 le aziende fallite a causa della pandemia. Inoltre, “a fine anno finisce la cassa integrazione – ha ricordato Tommaso Tanzilli, direttore di Federalberghi Roma. Senza una ripresa, anche gli hotel aperti ma con riempimenti al 30% potrebbero licenziare. Considerando che tra lavoratori diretti e indiretti sono circa 100mila a Roma le persone che ruotano attorno all’ospitalità, la crisi del settore potrebbe trasformarsi in una crisi sociale, con licenziamenti di massa”. Unica speranza resta il calo delle infezioni: “se i contagi risaliranno, ci sarà inevitabilmente una frenata del turismo”, ha detto Daniele Brocchi, responsabile Assuturismo Confesercenti Roma.

Torna l’allarme anche per gli impianti sciistici. Arno Kompatscher, presidente della Provincia autonoma di Bolzano, per salvare la stagione invernale in Alto Adige ha proposto uno stop ai tamponi e Green Pass solo per vaccinati e guariti. “Serve un Green Pass rafforzato. Da subito, prima che la situazione precipiti” è l’appello accorato che Kompatscher vuole formalizzare durante l’incontro tra il Governo e le Regioni. Il problema riguarderebbe prima di tutto le strutture alberghiere, baite e rifugi che, attualmente, non registrano disdette; ma “ora siamo in una fase di stasi – ha detto il presidente altoatesino – i turisti stanno cercando di capire cosa accadrà. Per questo motivo ritengo fondamentale intervenire subito, anche per mandare un messaggio rassicurante”. L’Alto Adige è tuttavia uno dei territori con il più alto tasso di contagi e la più bassa percentuale di vaccinati, seconda sola alla Sicilia. Se il numero delle infezioni dovesse crescere ancora, la Regione piomberebbe in zona gialla, un fattore che però non spaventa troppo Kompatscher: “Se dovesse esserci un peggioramento del quadro generale, si può pensare ad una riduzione del numero di persone per cabina. Anche se, proprio alla luce dell’andamento della pandemia in Europa, non dobbiamo aspettarci chissà quali numeri in arrivo”.

 

 

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