giovedì, 9 Dicembre 2021

Covid, ipotesi obbligo vaccinale. Costa: “Valutabile per chi è a contatto con pubblico”

Dopo il personale sanitario, il sottosegretario alla Salute Costa non esclude l'obbligo vaccinale anche per altre categorie professionali.

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Il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ai microfoni di ‘Radio anch’io’ su Rai Radio1, non esclude l’opportunità di introdurre l’obbligo vaccinale per le categorie professionali che lavorano a contatto con il pubblico. “Siamo stati il primo Paese in Europa a introdurre l’obbligo vaccinale” contro il coronavirus “per i sanitari e io non escludo di poter fare una riflessione e valutare se è opportuno introdurre l’obbligo per altre categorie che hanno un contatto costante con il pubblico, le forze dell’ordine, coloro che operano nella grande distribuzione“.

“Credo che dobbiamo monitorare con attenzione settimana per settimana quelli che sono i dati”, ha poi detto in merito alle eventuali nuove restrizioni, visto l’aumento dei contagi da 78 a 98 ogni 100mila abitanti, come dimostra l’ultimo monitoraggio della Cabina di regia. “Ad oggi complessivamente i dati riferiti alle terapie intensive e agli ospedalizzati sono ancora tutto sommato positivi e ci permettono un controllo, dopo di che valuterei”. Tra le regioni da tenere sotto controllo c’è però il Friuli Venezia Giulia che “ha dei parametri più critici rispetto alle altre”. “Io credo che la valutazione dobbiamo farla qualora ci fosse il passaggio in zona arancione, perché è quello che cambia le regole e che introduce in automatico alcune restrizioni“, ha specificato il sottosegretario.

per quanto riguarda le scuole, Costa rassicura di aver “previsto regole, rimodulandole, cercando di favorire la scuola in presenza”; inoltre, “i dati attualmente ci consentono di continuare su questa strada”. “L’obiettivo del Governo – ha aggiunto – è quello di limitare il più possibile la didattica a distanza, nella consapevolezza che c’è bisogno che i nostri ragazzi frequentino le scuole in presenza. Non dobbiamo dimenticare che rispetto allo scorso anno siamo di fronte a uno scenario completamente diverso: abbiamo l’85% dei vaccinati, abbiamo una situazione decisamente migliore e mi pare che anche i dati rispetto ad altri Paesi mettano in evidenza come la scelta dell’Italia di avviare un percorso prudente e graduale ad oggi sta fornendo dei dati certamente più positivi”.

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