mercoledì, 8 Dicembre 2021

GP Messico, dal primo podio di Schumacher ai mondiali di Hamilton: uno dei tracciati più pazzi del circus

Le curiosità dal primo podio di Schumacher nel 1992 ai titoli di Hamilton del 2017 e 2018. Quint'ultimo atto del mondiale in un circuito tra i più difficili al mondo.

Da non perdere

A cinque Gp dal termine e con un mondiale apertissimo, la F1 vola oltre oceano e sbarca in Messico. A partire dalla passata edizione, sfortunatamente non disputata causa Covid, la denominazione del Gran Premio è stata modificata da “GP del Messico” in “GP di Città del Messico”.
La sostituzione del nome è stata provocata, in maniera quasi forzata, dai forti problemi economici che ne stavano compromettendo il rinnovo con la F1. La scelta di optare per questo appellativo volge a sottolineare l’importante sostegno da parte del governo della capitale messicana.

L’Autodromo Hermanos Rodriguez è lungo 4.304 metri e si trova a 2.238 metri sul livello del mare, con la rarefazione dell’aria che tende ad influenzare l’aerodinamicità delle vetture. Composto da 17 curve, è caratterizzato da un lungo rettilineo, dove nel 2016 Valterri Bottas raggiunse la velocità di 372.5 km/h a bordo della sua Williams, stabilendo il record di velocità toccata in gara.
Ha inoltre ospitato gare passate alla storia, come nel 1992, quando Michael Schumacher a bordo della Benetton conquistò il suo primo podio. Oppure, in tempi più recenti, nel biennio 2017-2018 durante il quale Lewis Hamilton divenne per la quarta e quinta volta campione del mondo.

Assente nel palinsesto della F1 dal 1993 al 2014, dal 2015 ad oggi ha visto festeggiare soltanto due scuderie: La Mercedes, con Nico Rosberg nel 2015 e Lewis Hamilton nel 2016 e 2019; la RedBull con doppietta di Verstappen invece nel 2017 e 2018.
Curiosità del destino, sono proprio queste due scuderie a contendersi il trono mondiale 2021, con Max Verstappen leggermente in vantaggio su Hamilton, distanziato di 12 punti. Il team austriaco ha più volte manifestato una superiorità in pista, con una monoposto che ha di fatto cantato vittoria in nove gare, a discapito dei sei successi della scuderia tedesca.
Tra i due leader del mondiale è vera battaglia, dentro e fuori dal tracciato. Se alcune volte le temperature si sono alzate soltanto verbalmente, in pista, gara dopo gara, si è alimentata una disputa maschia e senza esclusione di colpi, come dimostra la clamorosa uscita di scena dei due durante il GP di Monza.
È ancora presto per poter far cantar vittoria a Max o a Lewis, ma è indubbio e sotto gli occhi di tutti, che una stagione del genere in Formula 1 mancava da tanto tempo. I fan, schierati o meno, ringraziano calorosamente.

Ultime notizie