giovedì, 2 Dicembre 2021

Usa, detenuto Guantanamo racconta torture della CIA: picchiato, affamato e abusato sessualmente

Ha dichiarato di essere stato appeso nudo al soffitto, tenuto sveglio per giorni con l'acqua ghiacciata, picchiato, costretto alla fame e abusato sessualmente.

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Per la prima volta nella storia, un detenuto di Guantanamo, carcere antiterrorismo cubano, parla davanti ai microfoni delle pratiche usate nei “Black Site” della CIA dove, in violazione della normativa “Habeas corpus”, ovvero contro le detenzioni arbitrarie, venivano condotti interrogatori poco ortodossi, equiparabili appunto alla tortura, con tanto di abusi sessuali durante gli interrogatori.

La voce è quella di Majid Khan, ex residente di Baltimora ingaggiato come corriere da al-Qaeda, che durante un’udienza in cui i giurati dovevano decidere sulla sua condanna per crimini di guerra, ha raccontato quanto accadutogli. Ha dichiarato di essere stato appeso nudo ad una trave del soffitto, tenuto sveglio per giorni con l’acqua ghiacciata, sottoposto a waterboarding, picchiato, costretto alla fame e abusato sessualmente.

Se sarà condannato, l’uomo rischia fino a 40 anni di carcere. Tramite un patteggiamento la sentenza potrebbe essergli ridotta a 11 anni. Il detenuto però si trova in prigione dal 2012, quindi con uno sconto di pena potrebbe essere libero già dall’anno prossimo e trasferito in un altro Paese che non sia il Pakistan, di cui possiede la cittadinanza.

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