martedì, 30 Novembre 2021

Niente scollature e minigonne: ordinanza del sindaco leghista contro la prostituzione. Scoppia la polemica

L'ordinanza del sindaco di Terni che impone un codice di abbigliamento per scongiurare a suo dire la prostituzione in città sta sollevando un polverone.

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Fa discutere l’ordinanza “antiprostituzione” emanata dal sindaco leghista di Terni, Leonardo Latini. Vietato a tutti mantenere un “abbigliamento indecoroso o indecente in relazione al luogo ovvero nel mostrare nudità, ingenerando la convinzione di esercitare la prostituzione”. Dunque niente gonne corte e scollature per scongiurare l’idea di essere scambiate o scambiati per persone che offrono prestazioni sessuali a pagamento. Sono previste sanzioni dai 200 ai 500 euro anche per chi richiede informazioni a “soggetti che pongano in essere i comportamenti consistenti nell’assunzione di atteggiamenti di richiamo, di invito, di saluto allusivo”. Attenzione agli automobilisti: chi lo fa da un’auto, causando intralcio alla circolazione stradale, è prevista un’ulteriore multa. La giuria che si occuperà di giudicare i comportamenti indecorosi e il guardaroba delle cittadine di Terni è composta dalle forze dell’ordine. Attualmente non ci sono linee guida per l’attribuzione delle sanzioni.

Indi, per il sindaco Latini non sarebbe tanto il comportamento a macchiare il buon nome di Terni, quanto piuttosto l’abbigliamento. “Niente leggi che perseguono con maggiore intensità gli atteggiamenti inequivocabilmente criminali, niente incremento della vigilanza notturna, nulla di questo genere, nessun intervento fattivo e quantificabile – scrive su Facebook l’associazione Terni Valley. Come sempre, a rimetterci sono le donne, e un ideale di abbigliamento che non solo non è chiaro […], ma va a ledere la libertà individuale in nome di un decoro tanto ridicolo quanto anacronistico”.

Critiche al provvedimento, che sarà in vigore fino fino al 31 gennaio 2022, arrivano anche dalla senatrice umbra M5s, Emma Pavanelli. “No, non siamo in Afghanistan sotto il regime talebano ma in Umbria” ha scritto in una nota. “Queste sono le soluzioni grottesche e offensive per la tutela del territorio ternano operate dalla Lega. Invece di trovare soluzioni ai problemi della città e risollevare l’economia il Sindaco vuole eliminare la prostituzione vietando minigonne e scollature e limitando la libertà delle donne. Una decisione ridicola e grave che ci fa capire a che livello è arrivato il partito di Salvini, un livello medioevale, omocentrico e privo di idee”. I consiglieri comunali del Carroccio si dicono increduli e dispiaciuti nel constatare che “c’è qualcuno che si oppone all’azione di contrasto della prostituzione”, ricordando che persino sindaci di centrosinistra, in passato “hanno adottato ordinanze simili, sia negli intenti che nei contenuti”.

 

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