mercoledì, 8 Dicembre 2021

Australian Open 2022, caos vaccini per partecipare: Djokovic forse tagliato fuori

Il governatore dello Stato di Victoria, Andrews gioca a braccio di ferro con il premier Morrison: i non vaccinati potranno partecipare al torneo?

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È caos sul tema dell’obbligo vaccinale per partecipare agli Australian Open del prossimo gennaio, il governatore dello Stato di Victoria, Daniel Andrews gioca a braccio di ferro con il premier Scott Morrison sostenendo che:”I giocatori non immunizzati non avranno un permesso speciale per partecipare“. Il premier invece aveva sostenuto che: “L’Australia adotterà norme severe per regolare gli ingressi del Paese; i tennisti non vaccinati potranno entrare e potranno giocare il torneo, dopo un periodo di quarantena“.
Il torneo si terrà dal 17 al 30 gennaio a Melbourne e se alla fine Andrews avrà la meglio, giocatori come Novak Djokovic, numero 1 del mondo e campione in carica a Melbourne e Daniil Medvedev, numero 2 del ranking, che non hanno mai reso noto se si siano o meno vaccinati, potrebbero essere tagliati fuori dai giochi.

Il primo ministro Morrison aveva affermato che i giocatori non vaccinati sarebbero stati autorizzati a entrare nel Paese se avessero ricevuto un’esenzione disposta dallo Stato di Victoria, che ospita il torneo., ma Andrews lo ha subito escluso: “Stiamo bloccando le persone non vaccinate fuori da pub, caffè, ristoranti, dal Melbourne Cricket Ground e da ogni sorta di altri eventi. Non chiederemo un’esenzione. Pertanto, il problema è sostanzialmente risolto“. Esattamente come quanto dichiarato da Morrison, una e-mail della Wta uscita all’inizio di questa settimana aveva fatto capire che i giocatori che non sono stati vaccinati contro il Covid sarebbero stati in grado di partecipare purché avessero completato la quarantena di 14 giorni. Ma ora, in questa situazione, è poco chiaro chi avrà l’ultima parola sulle regole dell’Australian Open. Tennis Australia ha dichiarato che sta lavorando sia con il governo del Victoria, che con quello federale dicendo di essere “ottimista sul fatto di poter tenere l’Australian Open il più vicino possibile alle condizioni pre-pandemia“.

 

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