giovedì, 2 Dicembre 2021

Taxi, oggi 22 ottobre, sciopero nazionale: “Regole che restituiscano dignità ai nostri operatori”

La manifestazione farà ritrovare i tassisti d'Italia a Roma e sarà per la regolamentazione delle app e contro l'abusivismo del settore.

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Dalle 8 alle 22 di oggi, venerdì 22 ottobre, i taxi si fermano e si ritrovano a Roma per una grande manifestazione per la regolamentazione delle app e contro l’abusivismo del settore. L’interruzione del servizio sarà in particolare nelle grandi città oltre che nei principali aeroporti come Fiumicino, Linate e Malpensa.

Ad annunciarlo Ugl taxiFedertaxi Cisal, Tam, Satam, Claai, Unimpresa, Usb taxi, Or.S.A taxi, Ati Taxi, Fast Confsal e Associazione Tutela Legale Taxi. I sindacalisti hanno spiegato che: “Nostro malgrado siamo costretti a fermarci per chiedere che finalmente le istituzioni ci ascoltino e portino a compimento il processo di riforma del comparto, iniziato circa tre anni fa e mai concluso, con l’approvazione di quelle oramai indispensabili norme necessarie a disciplinare la tracotante invadenza delle piattaforme di intermediazione digitale e a contrastare i dilaganti fenomeni di abusivismo. È inaccettabile che mentre i lavoratori del settore sono in ginocchio, si continui a far finta di nulla e chiunque, a causa dell’assenza di regole e controlli, possa svolgere in nostro lavoro, anche grazie all’uso disinvolto delle applicazioni tecnologiche. Piattaforme di intermediazione digitale e vettori di tutti i tipi, a partire dalle auto di noleggio da rimessa, per passare a pulmini di varia tipo e natura, fino ad arrivare a golf car e risciò che svolgono indisturbati un’attività in parte o addirittura totalmente abusiva, poiché in assenza di regole certe possono praticamente agire indisturbati, continuando ad invadere il nostro specifico comparto d’azione nel quale in uno stretto contesto di norme, noi siamo invece costretti ad agire“.

Continuano dicendo: “Vorremmo ricordare a tutti che per garantire il diritto alla mobilità dei cittadini, mentre nel Paese tutto si fermavano in piena pandemia, noi abbiamo continuato a svolgere in modo ininterrotto il nostro lavoro, per adempiere alla funzione fondamentale di servizio pubblico che svolgiamo, distinguendoci spesso anche per gesti di grande generosità.”. Infine concludono: “Domani saremo in piazza poiché non possiamo più accettare di continuare ad essere umiliati e per chiedere regole certe per tutti che restituiscano dignità ai nostri operatori“.

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