sabato, 4 Dicembre 2021

Emergenza covid, false malattie per non lavorare: indagati 41 medici. In ginocchio il 118 – VIDEO

A 13 medici sono stati sequestrati preventivamente 46mila euro per essersi illegittimamente assentati dal lavoro attraverso falsi certificati di malattia.

Da non perdere

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, coordinati dal Procuratore della Repubblica, Dott. Nicola Gratteri, dal Procuratore Aggiunto, Dott.ssa Giulia Pantano e dal Sostituto Procuratore Dott.ssa Graziella Viscomi, hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo di oltre 46 mila euro emesso dal Giudice per le indagini preliminari del locale Tribunale, a carico di 13 medici del servizio di emergenza 118 dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, per essersi illegittimamente assentati dal lavoro durante il primo lock down attraverso falsi certificati di malattia.

Il dirigente del Servizio 118 ha tempestivamente segnalato agli inquirenti che numerosi medici, all’inizio del periodo di diffusione del virus COVID-19 sul territorio nazionale, ovvero marzo 2020, si erano assentati per malattia, con inevitabili ripercussioni sull’efficienza dell’attività di pronto soccorso. Le successive indagini del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catanzaro – Gruppo Tutela Spesa Pubblica, eseguite tramite il sequestro dei cellulari degli indagati e l’esame delle conversazioni intercorse su whatsapp, hanno accertato che le patologie attestate nei certificati prodotti all’Azienda erano inesistenti e che numerosi medici le avevano diagnosticate ai colleghi senza alcuna visita ma solo a seguito di richiesta telefonica.

In particolare, un gruppo di medici si era accordato per dare luogo ad una ritorsione vera e propria ai danni dell’A.S.P. a seguito della sospensione e contestuale recupero di una speciale indennità, che sarebbe stata illegittimamente riconosciuta per anni anche in corrispondenza delle giornate di ferie. I predetti operatori del 118 hanno creato un apposito gruppo di whatsapp, dove si scambiavano messaggi che inducevano alla protesta, sperando che i disservizi indotti dalla loro azione potessero indurre a un ripristino dell’indennità.

Alcuni sanitari invece avevano deciso di assentarsi dal lavoro per il timore di contrarre il virus Covid-19, e di poterlo trasmettere ai propri congiunti, sottraendosi così ai propri doveri nel primo periodo di massima diffusione della pandemia. Questi medici assenti indebitamente dal lavoro hanno continuato ad esercitare l’attività professionale privata.
Quarantuno medici sono indagati per truffa e/o falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Alla luce delle risultanze investigative raccolte dai finanzieri, il GIP di Catanzaro, accogliendo le richieste avanzate da questa Procura della Repubblica, ha disposto il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca obbligatoria anche per equivalente, delle disponibilità finanziarie di 13 degli indagati fino a concorrenza del profitto di oltre 46mila euro.

Ultime notizie