mercoledì, 8 Dicembre 2021

Inchiesta fondazione Open, la Procura chiude le indagini: tra gli 11 indagati Renzi Boschi e Lotti

Secondo l'accusa era lo stesso Renzi a dirigere la fondazione. Tra gli indagati ci sono anche Maria Elena Boschi e Luca Lotti ma anche alcune società tra cui la Toto Costruzioni e la Immobil Green.

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La Procura di Firenze ha chiuso le indagini sulle presunte irregolarità dei finanziamenti ad Open, la fondazione nata per sostenere l’attività politica di Matteo Renzi, sin da quando era sindaco di Firenze fino al suo ruolo di segretario del Pd. Secondo l’accusa era lo stesso Renzi a dirigere la fondazione e infatti al leader di Italia Viva viene contestato il reato di finanziamento illecito ai partiti in qualità di direttore “di fatto” della stessa fondazione. Sono 11 gli indagati tra cui Maria Elena Boschi, ex ministra e attuale capogruppo di Italia Viva alla Camera, Luca Lotti, ex sottosegretario e attuale deputato del Pd, l’avvocato Alberto Bianchi che è stato presidente di Open, l’imprenditore Marco Carrai e poi ci sono Patrizio Donnini, Alfonso Toto, Riccardo Maestrelli, Carmine Ansalone, Giovanni Caruci, Pietro Di Lorenzo. A loro vengono contestati i reati di finanziamento illecito ai partiti, corruzione, riciclaggio e traffico di influenze. Nell’inchiesta sono coinvolte anche quattro società: la Toto Costruzioni, la Immobil Green, la British American Tobacco Italia spa e la Irbm spa.

Quando era sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e segretario del Cipe, l’onorevole Luca Lotti si sarebbe impegnato per ottenere provvedimenti favorevoli per il concessionario autostradale Toto Costruzioni e in cambio avrebbe ricevuto una donazione per la fondazione Open equivalente a 800.000 euro. Di questa somma, l’allora presidente Alberto Bianchi avrebbe versato 200mila euro alla fondazione e altri 200mila al comitato per il Si al referendum sulla riforma costituzionale. Inoltre Patrizio Donnini, amministratore della società Immobil Green, avrebbe ricevuto un milione di euro da Alfonso Toto per una sua mediazione illecita con Luca Lotti.

Sulla notizia della chiusura delle indagini è intervenuto lo stesso Matteo Renzi: “Dopo due anni di incessanti indagini finisce il monologo dell’accusa e finalmente arriva il momento in cui si passa dalla fogna giustizialista alla civiltà del dibattimento. E lì contano finalmente i fatti e il diritto. Non c’è nessun finanziamento illecito ai partiti perché tutto è bonificato e tracciato”, ha dichiarato.

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