sabato, 4 Dicembre 2021

Amministrative2021, quello che le parole non dicono: le percentuali dei partiti più suffragati

Il Partito Democratico non pensi di avere in tasca la vittoria alle elezioni politiche. Non è vero che la sinistra ha vinto e la destra ha perso.

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“La situazione politica in Italia è grave, ma non è seria”, c’insegna ancora Flaiano. Già, perché di qua sembra il trionfo, di là la catastrofe. Invero i numeri sono ostinati e se non insegnano come il noto giornalista succitato, quanto meno ammoniscono. Non è vero che la sinistra ha vinto e la destra ha perso. Non è vero, e spieghiamo subito cosa intendiamo, a scanso di linciaggi social. Il maggiore partito della tradizione cattolica e comunista ha sì conquistato la maggioranza dei Comuni, ma non ha conquistato la maggioranza dei voti. Ed ecco la voragine del vulnus democratico. Non solo l’astensione galoppa, ma aumenta e rispetto al primo turno delle consultazioni amministrative e soprattutto rispetto alle elezioni comunali del 2016.

Dicevamo dei numeri. Eccoli, inconfutabili. Il Partito Democratico ha vinto nella rossa Bologna. Sicuramente non a Napoli. Sia perché il professor Manfredi è un indipendente, sia perché il PD ha totalizzato il 12,8%: meno delle liste civiche a sostegno del nuovo inquilino di Palazzo San Giacomo, come del resto ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, che pure del PD ne fa parte. Nella Capitale al ballottaggio l’ex ministro dell’Economia e delle Finanze Gualtieri ha battuto lo sfidante di centrodestra Michetti, ma il Partito Democratico non ha più voti di Azione, il partito del già titolare del Dicastero dello Sviluppo economico nei governi Renzi e Gentiloni, Carlo Calenda. Non basta: oggi il PD romano si attesta al 16,4%, nel 2016 era al 17,2%. Un particolare non sfuggirà ai più avvertiti: Enrico Michetti ha totalizzato meno voti dell’allora candidato piddino Roberto Giachetti: 374.577 contro 376.935. A Torino il candidato più distante dai 5 Stelle sostenuto dal centrosinistra si è imposto, ma il Partito di Letta dal 29,8% delle scorse amministrative vede il suo consenso ridursi al 28,7%.

Milano è un’oasi felice del PD, invece. Beppe Sala, dopo il successo dell’ultima Expo in Italia, fu candidato nel capoluogo lombardo per volere del già Segretario del Partito Democratico Matteo Renzi. L’allora dirigente pubblico raccoglieva la pesante eredità di Giuliano Pisapia (“Pisapippa”, secondo Grillo), ma non solo s’impose a Palazzo Marino, ha dimostrato di saper governare, e infatti gli elettori ambrosiani l’hanno premiato al primo turno. E il PD dal 29% è avanzato fino al 33,7% del 2021.

E il centrodestra? Si conferma solo a Trieste con Roberto Dipiazza, ormai al suo quarto mandato. E però, Fratelli d’Italia, ormai il perno di tale coalizione, cresce ovunque: da Bologna a Napoli, a Roma e a Milano. Mentre Forza Italia, la parte più moderata, risulta più votata (sempre rispetto alle ultime comunali) a Torino. Così, possiamo concludere che le città sono in mano al centrosinistra, ma che il risultato delle amministrative non va preso a fiumi di champagne, tuttavia indica un premio (o una bocciatura) al singolo candidato vincitore (o perdente). Del resto, per citare un esempio, Decaro, il Sindaco dei Sindaci al secondo mandato, dopo la sonora conferma nel capoluogo pugliese, ringraziò tutti i baresi. Ora, invece, avverte il suo partito: “Quando si vota per il Sindaco, ciò che viene premiato, nel caso di conferma degli uscenti, è la buona amministrazione. Sono i sindaci che vincono le elezioni”. Le consultazioni politiche s’avvicinano, il PD, se vuole imporsi, presti attenzione alle dichiarazioni di uno dei suoi migliori esponenti.

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