sabato, 4 Dicembre 2021

Festa del Cinema, Johnny Depp fa impazzire Roma: “I miei figli il successo più grande”

Un Johnny Depp a tutto tondo nella domenica romana in cui è stato presentato Puffins, l'ultimo lavoro a cui ha contribuito il divo hollywoodiano.

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Una domenica di metà ottobre come tante a Roma, è stata resa incredibile grazie a Johnny Depp. L’attore americano è giunto nella Capitale per parlare della serie web animata Puffins, dove ha contribuito dando la voce al pennuto Johnny Puff, presentata nell’ambito di Alice nella città. Un arrivo più difficile del previsto dato il ritardo di un’ora e mezzo sul red carpet, proseguito con lo slittamento della partenza, concretizzatasi dopo due ore. Il divo holliwoodiano ha inoltre preso parte all’evento presso l’Auditorium Conciliazione, accolto alla grande dal pubblico visto il sold out per la manifestazione avvenuto giorni e giorni prima. Con il suo inconfondibile stile nonostante i 58 anni, l’attore si è presentato con una giacca chiara ed un cappello largo con bandana, rispondendo alle numerose domande poste dai giornalisti. È come al solito un Depp senza peli sulla lingua, che snobba senza mezzi termini Hollywood: “È un luogo di vacanza, non mi interessa, c’è una grande mancanza di conoscenza là, io invece voglio lavorare in film con persone che abbiano qualcosa da dire”.

La celebrità ha poi commentato la serie prodotta da Iervolino and Lady Bacardi Entertainment: “Ho fatto delle ricerche sui suoni che fanno reagire i neonati e per il mio personaggio ho inventato un nuovo linguaggio”. Ha successivamente proseguito rispondendo alle domande dei giornalisti e parlando sommariamente della sua carriera, senza risparmiarsi qualche siparietto, come quello del baciamano alla traduttrice Bruna Cammarano, scusandosi per la lungaggine delle risposte.

Nella corposa chiacchierata, Johnny Depp ha parlato del suo lavoro e di come ha influito sul pubblico il suo operato: “Il mio lavoro quotidiano mi ha dato l’opportunità soprattutto, per l’attore che sono stato, di affrontare diverse sfide per i personaggi, che in genere sono stati accolti con grande gioia da pubblico. A questo punto della mia strada sono grato di essere lontano dalla macchina hollywoodiana che sputa battute, formule strutturate, stereotipi. Nel fare film non sono interessato al grande regista o al grande attore, ma voglio aiutare persone che facciano partire le storie da elementi semplici. Sono più interessato ad aiutare magari un autore quindicenne a trovare la propria voce, anche girando un film con un telefonino, un obiettivo, che non è possibile a Hollywood”. L’attore ha chiuso l’evento facendo emergere il suo lato genitoriale, alla domanda su quale fosse il suo più grande successo, ha risposto senza pensarci su due volte: “I miei figli”.

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