martedì, 26 Ottobre 2021

‘Ndrangheta, confiscati beni per 10 milioni di euro: imprenditore era esponente di spicco della mala

Diverse indagini, svolte nel corso degli ultimi anni, hanno evidenziato che un imprenditore calabrese era a capo di una articolazione 'ndranghetistica in Liguria e in Piemonte.

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Questa mattina la Dia ha confiscato i beni di un imprenditore originario di Cittanova (Reggio Calabria) e del proprio coniuge. La confisca interessa l’intero capitale sociale e il patrimonio aziendale di 4 società, 14 fabbricati e 41 terreni in provincia di Savona e Reggio Calabria. Tra questi ci sono: conti correnti, beni mobili e posizioni finanziarie per circa 10milioni di euro. L’uomo coinvolto è ritenuto un figura apicale della cosca Raso-Gullace-Albanese con funzione di comando della articolazione ‘ndranghetistica in Liguria e in Piemonte. Già nel luglio 2016 nell’ambito della operazione antimafia denominata ‘Alchemia’ coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, i due coniugi erano stati arresti. Entrambi erano gravemente indiziati di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione e intestazione fittizia di beni e società.

Le indagini patrimoniali concluse nell’agosto 2019 hanno portato al sequestro dei beni poiché  secondo gli inquirenti i coniugi appartenevano ad una associazione di tipo mafioso. Lo scorso luglio 2020 era stato condannato dal Tribunale di Palmi (Reggio Calabria) a 18 anni di reclusione, poiché colpevole di associazione a delinquere di stampo mafioso.

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