mercoledì, 20 Ottobre 2021

Carceri, trauma cranico per agente aggredito. Il sindacato: “Stillicidio continuo e quotidiano”

Nella giornata di giovedì un detenuto ha percosso un agente nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Un'altra triste storia di violenza in carcere, sempre più frequente.

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Ancora un altro episodio di violenza in carcere, a Caserta. Nel penitenziario di Santa Maria Capua Vetere un detenuto ha percosso con violenza un assistente capo della Polizia Penitenziaria. L’agente è finito in ospedale per trauma cranico e lesioni varie.
A dare la notizia è stato Emilio Fattorello, segretario nazionale per la Campania del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe). L’uomo racconta che giovedì, in seguito allo scattare dell’allarme del reparto Infermeria, per via della collera di un detenuto napoletano ricoverato, è giunto in ulteriore soccorso l’assistente, nonostante fosse operativo in un’altra postazione.
Il recluso si è scagliato sul militare, provocando ferite e contusioni, arrecandone la caduta, culminata con l’incidente. Il poliziotto ha battuto la testa su un gradino, perdendo i sensi.

Tutta la frustrazione e la denuncia di Fattorello sono riassumibili in queste brevi affermazioni: “Ecco, questa ormai è la quotidianità del servizio della Polizia Penitenziaria, per il quale sono saltati tutti gli schemi a discapito dell’ordine e della sicurezza delle strutture penitenziarie e dell’incolumità fisica del personale, ma ciò non fa notizia”.
Malcontento anche per Donato Capece, segretario generale del Sappe, che non circoscrive l’episodio ad un caso isolato: “Così non si può andare più avanti: è uno stillicidio continuo e quotidiano”.

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