venerdì, 22 Ottobre 2021

Spettacoli, regioni chiedono 80% di capienza. Conte: “Dobbiamo ripartire forti”

Dure critiche per Conte che ha svolto eventi in piazza con centinaia di persone. Il mondo dello spettacolo insorge, le Regioni si fanno sentire con Massimiliano Fedriga. Ad alzare la voce sono anche Dario Franceschini e Fabio Ciciliano

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Lo spettacolo dal vivo è sicuramente tra i temi più scottanti della giornata: gli ultimi post caricati su Instagram da Giuseppe Conte, con assembramenti ai comizi elettorali, hanno fatto discutere, provocando l’ira soprattutto di rapper affermati come Fedez, Gemitaiz, Salmo, Madame, Guè Pequeno e Sfera Ebbasta, che hanno commentato il tutto con frasi difficilmente fraintendibili.
La risposta di Conte non si è fatta attendere, così l’ex Premier tramite un video messaggio ha espresso il suo punto di vista: “Buongiorno Fedez, mi rivolgo a te e agli artisti che, come te, in queste ore state lamentando le restrizioni per la cultura e lo spettacolo, mentre invece gli incontri della politica avvengono con piazze gremite di gente. Non va bene e infatti sono quattro o cinque giorni che lo sto dicendo in tanti punti stampa.
Dobbiamo ripartire tutti insieme e la filiera della cultura, dello spettacolo ma anche degli eventi sportivi che ha tanto sofferto, deve poter ripartire, non va bene portare la capienza all’80%, dobbiamo portarla al 100%. Dobbiamo ripartire forti, dobbiamo ripartire tutti insieme”.

Un’altra campana che si fa sentire è quella della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, che chiedono al Governo un aumento della capienza per gli spettacoli all’80%,  arrivando da lì a poco al 100% tramite l’obbligatorietà del Green Pass. A dare voce ad un settore dimenticato in questo ultimo anno e mezzo è il presidente della Conferenza, nonché governatore del Friuli, Massimiliano Fedriga.
Il dirigente classe ’80 ha così commentato: Alla luce del successo della campagna vaccinale e con la diffusione delle certificazioni verdi riteniamo possibile, anche sulla base delle valutazioni della Commissione Cultura della Conferenza delle Regioni, coordinata dall’assessore delle Regione Liguria, Ilaria Cavo, superare gli attuali limiti di distanziamento e arrivare a fissare dal mese di ottobre un limite di capienza all’80% nei luoghi destinati allo spettacolo dal vivo. L’obiettivo è quello di arrivare in un breve arco temporale, se la curva epidemica darà indicazioni positive, ad una capienza al 100%. Le istituzioni di Governo, nazionali, regionali e locali, hanno il dovere di fare scelte responsabili per ridare ossigeno a categorie di lavoratori e settori economici come quelli legati alle attività di spettacolo che hanno pagato un prezzo altissimo all’emergenza Covid-19“.

A schierarsi è anche il ministro della Cultura Dario Franceschini, il quale ha avuto modo di rispondere alla Camera, attraverso un question time, relativo alle iniziative per il superamento dei limiti di capienza per teatri, cinema e spettacoli vari dal vivo: Domani avrò un’audizione con il Cts in cui cercherò di spiegare le buone ragioni che a mio avviso consentono di fare un passo avanti. Naturalmente la decisione sarà collegiale e su basi scientifiche come si è sempre cercato di fare in questi mesi sostenendo le decisioni con un supporto scientifico che si basi innanzi tutto sui dati epidemiologici di controllo dell’epidemia. La mia posizione è nota, è formale, ed è contenuta in lettere che ho indirizzato al presidente del Consiglio e al ministro della Salute. Credo che, alla luce delle regole che hanno tolto molte misure in altri settori in cui le persone sono molto vicine nelle attività normali, in presenza di mascherine, green pass, di controlli all’ingresso dei teatri, dei cinema o dei musei, ci siano le condizioni per superare i limiti di capienza sia all’aperto sia al chiuso. In questo senso peraltro va un ordine del giorno approvato in sede di conversione dell’ultimo decreto legge, a firma Nitti, dalla Camera dei Deputati. Credo che questa sia la direzione da perseguire. Le modalità e le condizioni di questo allargamento saranno oggetto di una decisione collegiale del governo”.
Il ministro conclude affermando: “Il settore della cultura, i cinema, i teatri, i musei, i concerti hanno effettivamente attraversato un deserto e una ripartenza vera e urgente è necessaria per le imprese, per le istituzioni, per gli artisti chiedono di potersi esprimere e per il Paese che ha capito cosa sia l’Italia con un vuoto di iniziative culturali”.

Esprime la sua titubanza anche Fabio Ciciliano, dirigente medico della Polizia e componente del Comitato Tecnico Scientifico: “Entro il 30 settembre ci riuniremo anche per definire le caratteristiche di sicurezza di ambienti come i cinema e i teatri. Questi luoghi della cultura sono già stati aperti prima che il Green pass fosse usato per queste finalità. È chiaro che si dovranno rivedere le capienze dei teatri e dei cinema, perché sarebbe strano che oggi si possa con il Green pass mangiare in un ristorante e non stare in silenzio al cinema”.

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