mercoledì, 27 Ottobre 2021

Padova, neonato con Covid in terapia intensiva: in gravidanza bisogna vaccinarsi

Uno degli obiettivi del ministero della Salute al momento è, con la collaborazione di ginecologi e medici di famiglia, immunizzare le donne in attesa. Contrariamente a quelle che erano le indicazioni iniziali, come precisato da Zaia, "adesso si sta spingendo per proteggerle subito".

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È nato da soli 15 giorni il paziente più piccolo finito in terapia intensiva dall’inizio dell’era Covid. Il neonato, ricoverato in Pediatria a Padova dal 19 settembre, ha un quadro clinico compromesso da polmonite.

Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha spiegato: “È una situazione molto delicata, che stiamo gestendo. La madre era positiva al tampone all’arrivo in reparto, poi si è negativizzata“. I medici hanno spiegato che la mamma non si era vaccinata per paura di fare del male al feto, ma comunque ora il suo bambino è in gravi condizioni. Nonostante tutto, i pediatri si dicono ottimisti, perché di solito i neonati reagiscono bene alle cure. Quasi certamente, il contagio non è avvenuto durante la gravidanza, ma dopo la nascita.

Infatti, il professore Eugenio Baraldi, direttore della Patologia Neonatale di Padova, ha dichiarato: “La trasmissione del virus in gravidanza è un evento rarissimo, lo attestano diversi studi internazionali; può invece avvenire dopo la nascita, attraverso il contatto con i familiari, con la mamma in particolare. Purtroppo la variante Delta sta colpendo anche i bambini, abbiamo visto tanti neonati positivi al Covid ma pochi con patologia importante e questo è il primo bisognoso di terapia intensiva”.

Purtroppo è confermato dai dati l’esiguo numero di gestanti vaccinate. Il professor Baraldi ha infatti aggiunto: “Poche si immunizzano. Capisco il timore, ma il vaccino non crea loro problemi. Eppure il messaggio di proteggere se stesse e il nascituro, anche dall’altrettanto pericolosa pertosse e dall’influenza, non passa. È stato provato che se la futura mamma assume i vaccini contro queste malattie negli ultimi 3 mesi di gravidanza gli anticorpi passano al feto, tutelandolo“.

Sempre a Padova è ricoverato in questo momento un altro neonato, di Trieste, gravato da patologie pregresse. Il primario ha sottolineato che “stanno arrivando anche tante pazienti in gravidanza colpite dal Covid e con un impegno respiratorio tale da richiedere il taglio cesareo subito, per salvare il bimbo, anche a gestazione non ultimata“, motivo per il quale “diversi parti sono avvenuti alla 26esima e alla 27esima settimana ed è un fenomeno più frequente rispetto alla prima ondata“.

Uno degli obiettivi del ministero della Salute al momento è, con la collaborazione di ginecologi e medici di famiglia, immunizzare le donne in attesa. Contrariamente a quelle che erano le indicazioni iniziali, come precisato da Zaia, “adesso si sta spingendo per proteggerle subito”.

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