martedì, 19 Ottobre 2021

Mondo dello Spettacolo, Costa: “Ci saranno le condizioni per un aumento di capienza in cinema e teatri dell’80%”

Green Pass obbligatorio per i sanitari come norma pro tempore. In base alla circolazione del virus la norma verrà prorogata.

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“Quella del vaccino e del Green Pass obbligatorio per i sanitari è una norma pro tempore, perché non obbligheremo certo i nostri operatori sanitari alla vaccinazione eterna. E’ un momento di emergenza. La cosa più probabile è che in base alla circolazione del virus, in base al numero dei vaccinati verso la fine di novembre, metà dicembre, la norma venga prorogata” – ha spiegato il sottosegretario al ministero della Salute Pierpaolo Sileri all’Aria che tira su La7.

“L’utilizzo del Green Pass per lavorare dipenderà dalla circolazione del virus e dalle eventuali altre varianti. Per quanto riguarda il personale sanitario non vaccinato è meno del 2%, ossia 35 mila persone, numero che spero si riduca ulteriormente” – ha aggiunto Sileri. “Il Green Pass è obbligatorio per i sanitari, perché non si possono mettere a rischio coloro che entrano in ospedale e hanno una malattia. L’ospedale è un luogo di fragilità, i pazienti vanno protetti. Non bastano le mascherine per proteggersi e francamente già ci vorrebbero le Ffp2 e non le chirurgiche” – ha poi concluso.

Stando a ciò che ha dichiarato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, “il governo ha preso un impegno preciso e il 30 settembre ci sarà una valutazione: ci saranno le condizioni per procedere a un ampiamento delle capienze per teatri e cinema. Credo ci possa essere una tappa intermedia sull’aumento che può prevedere un 75-80% per poi guardare nelle prossime settimane all’obiettivo del 100%”.”Nella valutazione a fine mese – ha detto a “Un giorno da pecora” – potranno essere incluse anche le discoteche cui daremo una risposta. E’ importante creare condizioni per riaprile e si può anche iniziare con una capienza del 75% col green pass“. Rispondendo poi alla domanda se si dovranno utilizzare le mascherine in discoteca, Costa  ha affermato che sarà un’altra indicazione che verrà data dal Cts e che il vaccino non esclude a priori la possibilità di un contagio, di conseguenza, togliere le mascherine al chiuso è un argomento da rimandare a tempi futuri.  Riferendosi al green pass, lo ha infatti definito uno strumento che ci permette di riprendere le attività e con oltre 70 mln di certificati verdi che sono stati scaricati, i cittadini ne hanno preso coscienza.  Il sottosegretario ha sottolineato che con il Green pass c’è stato un incremento delle vaccinazioni, “ci auguriamo che si continui così per arrivare all’obiettivo del 90%, che credo sia raggiungibile” – ha così dichiarato.

Quanto alla terza dose di vaccino anti-Covid a tutta la popolazione, ha sottolineato come la politica debba attenersi alle indicazioni della scienza, marcando di essere favorevole alla vaccinazione per i bambini dal momento che le agenzie regolatorie e l’Aifa si saranno pronunciate in merito. “Credo che sia opportuno l’utilizzo del green pass anche in Parlamento, nel momento in cui lo prevediamo per altri luoghi. Ma c’è tuttavia una valutazione da fare: l’Aula è il luogo dove i parlamentari esprimono il proprio voto, e ci può essere un parlamentare no-vax e questo diventa un problema. – ha detto Costa – “Se introduciamo il green pass e c’è un parlamentare contrario al green pass, rischiamo infatti di negare il diritto al voto e il diritto alla rappresentanza. E’ una valutazione non secondaria. C’è un tema di rappresentatività democratica”.

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