mercoledì, 27 Ottobre 2021

Falso in bilancio e ricorso abusivo al credito: imprenditore ai domiciliari sequestrati 70mila euro

Distrazioni di ricavi e cassa per oltre 2,5 milioni di euro, indebitamento attraverso il mancato pagamento all'Erario, agli Enti Previdenziali e ai dipendenti, per oltre 1 milione di euro, fatture per operazioni inesistenti per oltre 700mila euro.

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I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P presso il Tribunale di Busto Arsizio, su richiesta del P.M., a carico di un imprenditore residente a Parabiago (MI), per reati fallimentari, fiscali, falso in bilancio e ricorso abusivo al credito. È stato eseguito anche un decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca delle disponibilità finanziarie dell’indagato, dei beni immobili e mobili a lui intestati per un valore di oltre 70mila euro, relativo all’imposta evasa ai fini fiscali.

Le indagini, condotte dai Finanzieri della Compagnia di Legnano e coordinate dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio (VA), hanno avuto inizio da esposti e denunce presentati da ex dipendenti di due imprese legnanesi operanti nel settore calzaturiero nei confronti di un soggetto risultato essere l’amministratore delle aziende poi fallite, appartenenti ad un più ampio gruppo di imprese tutte riconducibili alla stessa persona. Gli esposti facevano riferimento al mancato pagamento (totale o parziale) degli stipendi, all’omesso versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali e delle imposte e alla presunta emissione di fatture per operazioni inesistenti.

L’attività investigativa, sviluppata anche tramite l’analisi dei movimenti bancari, ha permesso di accertare la distruzione e/o l’omissione di scritture contabili obbligatorie, distrazioni di ricavi e di cassa per oltre 2,5 milioni di euro, l’indebitamento, attraverso il mancato pagamento all’Erario, agli Enti Previdenziali e ai dipendenti, per un totale di oltre 1 milione di euro, l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per un totale di oltre 700mila euro, falso in bilancio e ricorso abusivo al credito, per un totale di
anticipo indebitamente ricevuto dall’Istituto di credito di oltre 50mila euro.

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