martedì, 19 Ottobre 2021

Ruanda, condannato a 25 anni lo Schindler africano: accusato di terrorismo

Paul Rusesabagina, l'uomo che salvò più di un migliaio di tutsi durante il genocidio del 1994, è stato condannato per terrorismo.

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Paul Rusesabagina, lo “Schindler africano” che salvò più di un migliaio di persone durante il genocidio dei tutsi nel 1994, è stato condannato a 25 anni di carcere. Rusesabagina era stato arrestato nel 2020 con accuse di terrorismo, omicidio e incendio doloso, ed è ritenuto dal governo ruandese il fondatore di un’organizzazione terroristica che aveva ucciso nove civili nel 2018.

Il processo, cominciato a febbraio e conclusosi lunedì, è stato definito illegale dal Parlamento Europeo e da una parte del Congresso degli Stati Uniti, ed era già stato richiesto il rilascio immediato dell’uomo che ha ispirato il film fortunato “Hotel Rwanda” di Terry George. Secondo alcuni, a motivare realmente l’arresto di Rusesabagina sarebbero state le critiche che l’uomo aveva rivolto al governo autoritario del presidente Paul Kagame, da tempo accusato di violazione dei diritti umani. Da anni il regime tentava di riportare in patria Rusesabagina, il quale aveva lasciato il Paese due anni dopo il genocidio per trasferirsi prima in Belgio e poi negli Stati Uniti. Non è chiaro dove l’uomo si trovasse al momento dell’arresto. La sua famiglia e alcune organizzazioni internazionali per i diritti umani avevano accusato il governo di averlo rapito.

 

 

 

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