mercoledì, 27 Ottobre 2021

Elezioni, Russia Unita di Putin sfiora il 50%. Ue: “Clima intimidatorio”

Il presidente russo Vladimir Putin stima "positivamente" il risultato elettorale. Secondo i dati della Commissione elettorale centrale (CEC), dopo lo spoglio dell'80% dei voti, "Russia Unita" si assicura il 49,42% dei voti nelle liste dei partiti della Duma.

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Il presidente russo Vladimir Putin stima “positivamente” il risultato elettorale del partito “Russia Unita” nelle legislative che si sono tenute tra venerdì a domenica. “Il partito ha affrontato il compito di confermare la sua leadership, il compito è stato ovviamente realizzato” – queste le dichiarazioni rilasciate da Dmitry Peskov, il portavoce del Cremlino. “Il Cremlino valuta positivamente le elezioni in termini di competitività, trasparenza ed onestà. Per il presidente, la cosa più importante era e rimane la competitività, la trasparenza e la correttezza delle elezioni. In questo senso, valutiamo il processo elettorale come molto positivo”, ha aggiunto Peskov.

Secondo i dati della Commissione elettorale centrale (CEC), dopo lo spoglio dell’80% dei voti, “Russia Unita” si assicura il 49,42% dei voti nelle liste dei partiti della Duma.
Secondo i risultati del voto, il Partito Comunista è secondo con il 19,28%, seguito dal Partito Liberale Democratico (7,55%), Una Russia Giusta (7,37%) e Nuovo Popolo (5,37%). L’obiettivo di questi cinque partiti è quello di vincere seggi nella nuova convocazione del parlamento, in maniera tale da superare la soglia del 5%.

Sulla base di quanto dichiarato dal segretario del consiglio generale di Russia Unita, Andrei Turchak, il partito conserverà la “supermaggioranza” alla Duma, ovvero il controllo di oltre due terzi della camera bassa del Parlamento. Ciò darebbe la possibilità al partito di Putin di riformare la Costituzione: “con più del 48% dei voti possiamo avere 120 seggi e i nostri candidati stanno vincendo in 195 collegi uninominali”.

Di tutt’altro avviso le affermazioni di Peter Stano, portavoce della alto rappresentante Ue Josep Borrell, il quale ha dichiarato che queste elezioni avrebbero avuto luogo “in un clima di intimidazione nei confronti delle voci critiche e indipendenti e senza che ci fosse una missione di osservazione elettorale credibile”.

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