mercoledì, 27 Ottobre 2021

Caro bollette, S&P prevede aumenti in Europa: “L’Italia pagherà i prezzi più alti fino al 2025”

Secondo l'agenzia S&P, l'Europa pagherà bollette più care fino al 2023. In Italia l'aumento dei prezzi potrebbe durare fino al 2025.

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Secondo quanto previsto dall’agenzia S&P Global Ratings, in Europa “i prezzi dell’energia continueranno ad aumentare nel 2022-2023 a causa di una contrazione dell’offerta”. Secondo l’ultimo report “gli obiettivi ambientali più ambiziosi dell’Europa accelereranno la chiusura di capacità di generazione termica e nucleare, che le energie rinnovabili non possono sostituire completamente nei prossimi tre anni, portando nel frattempo a una maggiore volatilità dei prezzi legata alle condizioni meteorologiche”. Un’occasione ghiotta per le società elettriche europee che “trarranno vantaggio da questo contesto di prezzi elevati”, nonostante i pericoli politici incontro ai quali le società di servizi potrebbero andare incontro.

In Italia, seppure nei prossimi anni il mix di combustibili subirà una trasformazione grazie alla capacità delle rinnovabili, il cui raddoppio è previsto entro il 2030, sono previsti prezzi dell’energia “più alti che negli altri mercati Europei fino al 2025, a causa di una strutturale carenza di offerta”. S&P prevede infatti un forte rimbalzo dei prezzi dell’energia con un aumento a più di 60 euro al megawattora nel periodo 2022-2025. Alla base di questa espansione ci sono le importazioni, che nel mercato elettrico italiano giocano un ruolo fondamentale “data la mancanza di approvvigionamento domestico, con capacità di interconnessione che dovrebbe aumentare a 12,7 gigawatt nel 2025”. Il tutto a beneficio delle utilities integrate italiane, in particolare Enel SpA, A2A SpA e Edison SpA. Tuttavia, un aumento della capacità di interconnessione potrebbe abbassare i prezzi dell’elettricità italiani “e diventerà più sensibile ai prezzi più bassi in altri paesi, in particolare la Francia”.

Nel 2020 la domanda di energia si è contratta del 6%, complice lo squilibrio causato dall’emergenza pandemica. Per il 2021 S&P prevede “un modesto aumento della domanda del 4,6%”, dato che sostiene le aspettative di un aumento dei prezzi dell’energia. “A causa della crescita economica contenuta e dei continui sforzi di risparmio energetico, riteniamo che la domanda media raggiungerà nuovamente i livelli del 2019 solo nel 2025”, in netto ritardo rispetto alla media europea. Nel frattempo, bisognerà aspettare il prossimo Consiglio dei ministri, previsto per giovedì 23 settembre, per conoscere l’ammontare definitivo delle risorse che il Governo conta di mettere in campo per ridurre almeno del 30% i rincari.

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