martedì, 19 Ottobre 2021

Green Pass obbligatorio per lavorare, boom di prenotazioni dei vaccini

Gli effetti del Green Pass obbligatorio per tutti i lavoratori si fanno sentire sulle prenotazioni dei vaccini. Si attendono intanto maggiori informazioni sull'applicazione del nuovo decreto legge.

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Gli effetti dell’obbligatorietà della certificazione verde per tutti i lavoratori non si sono fatti attendere. “A livello nazionale, si è verificato un incremento generalizzato delle prenotazioni di prime dosi tra il 20% e il 40% rispetto alla scorsa settimana“, ha spiegato in una nota il commissario straordinario per l’emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo. “Inoltre, nella giornata odierna si è riscontrato un aumento del 35% di prime dosi rispetto alla stessa ora di sabato scorso“. Secondo quanto riferisce il commissario, occorre monitorare, nei prossimi giorni, l’andamento delle adesioni “per valutare se il trend attuale si consoliderà in maniera strutturale”. I cittadini che hanno completato il ciclo di immunizzazione sono attualmente 40.850.892, ossia poco più del 75% degli over 12.

Nel frattempo si attendono le nuove linee guida del Governo per chiarire alcuni aspetti in merito all’applicazione delle nuove regole sul Green Pass, dal 15 ottobre obbligatorio per tutti i 23 milioni di lavoratori pubblici e privati. I nodi da sciogliere riguardano le modalità di controllo della certificazione digitale e come comportarsi se il dipendente ne è sprovvisto. Si aggiungono anche i dubbi sollevati dal giuslavorista Pietro Ichino riguardanti la distinzione fra il settore pubblico e quello privato. Mentre nel primo caso, infatti, la sospensione dovrebbe scattare dopo cinque giorni di mancata esibizione del Green Pass, nel secondo andrebbe eseguita subito. “Non è giustificata e sarà bene che in sede di conversione del decreto venga corretto questo errore”, ha detto Ichino. L’interrogativo si pone specialmente per le aziende con meno di 15 dipendenti in organico e agli autonomi, settori in cui il giuslavorista immagina “controlli a campione”.

Il ministero della Salute e Palazzo Chigi sono al lavoro con dirigenti e sindacati per studiare i risvolti pratici e legali della norma. Per Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, i lavoratori che si rifiutano di sottoporsi alla vaccinazione devono essere “messi nella condizione di non dover pagare il tampone“. L’esecutivo propone invece test di costi più bassi e una validità maggiore del Green Pass, ma nessun tampone gratuito, “altrimenti – chiarisce Andrea Orlando, ministro del Lavoro – passerebbe il messaggio politico per cui vaccinarsi o non vaccinarsi sarebbe la stessa cosa“. Secondo le nuove disposizioni, per i lavoratori le sanzioni per il mancato possesso della certificazione vanno da 600 a 1.500 euro, mentre per i datori la multa va da 400 a mille; regole che valgono anche per le famiglie che impiegano domestici antivaccinisti.

 

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