martedì, 19 Ottobre 2021

Bimbo morto precipitato dal balcone, il domestico ammette di aver preso Samuele in braccio

Da ieri circola un video di Samuele, ora al vaglio degli inquirenti, in cui si sente il bimbo dire: "Ti butto giù". I genitori chiedono il massimo rispetto della privacy.

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Continuano le indagini per far luce sulla morte del piccolo Samuele Gargiulo, il bambino precipitato dal balcone della sua abitazione in via Foria, a Napoli, lo scorso venerdì. La Polizia sta indagando su Mariano Cannio, il collaboratore domestico della famiglia ora in stato di fermo con l’accusa di essere il responsabile per la caduta del bambino dal terzo piano. L’uomo ha negato di aver ucciso Samuele volontariamente. Secondo quanto riferito al pm, si sarebbe trattato di un incidente. Il 38enne ha ammesso di aver preso in braccio il piccolo e di trovarsi sul balcone, ma non è riuscito a spiegare come sia potuto cadere. Un incidente, dunque, secondo la versione del collaboratore che ha anche ammesso di soffrire di disturbi psichici. Anche la madre del bambino era presente in casa, in un’altra stanza, al momento della tragedia. Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, Cannio avrebbe approfittato della distrazione della donna per afferrarlo e buttarlo dal balcone.

Da ieri sera sui social circola un video in cui il piccolo Samuele ripete la frase “Io ti butto giù”. Il materiale è ora al vaglio degli inquirenti per stabilire eventuali collegamenti con quanto accaduto. Il bambino potrebbe aver ripetuto quelle parole dopo averle sentite pronunciare da un adulto, così come termini dialettali che si sentono nel video. I genitori, devastati dal dolore e in attesa di un secondo figlio, hanno chiesto ai media il massimo rispetto della privacy e di non pubblicare più altre foto di Samuele e il video in questione. All’esterno dell’abitazione di via Foria, aumentano i fiori, i peluche e i lumini lasciati dalle persone per commemorare la scomparsa del bambino. Alcuni conoscenti della famiglia si sono schierati davanti allo stabile per impedire ai curiosi di avvicinarsi troppo. Ci sarebbe stato anche un diverbio con alcuni giornalisti, sedato da due pattuglie di polizia.

 

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