mercoledì, 27 Ottobre 2021

Afghanistan, scuole chiuse alle donne, Unicef: “Profondamente preoccupati”

In una nota dell'Onu si apprende la preoccupazione per la mancata riammissione delle ragazze nelle scuole in Afghanistan: "È fondamentale che tutte siano in grado di riprendere la loro istruzione senza ritardi".

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Accolta positivamente dall’Unicef la notizia odierna delle riaperture delle scuole secondarie in Afghanistan, in seguito alla chiusura forzata per via del Covid. In una nota dell’Onu per l’infanzia si apprende però il rammarico per l’esclusione delle ragazze: “Siamo profondamente preoccupati, tuttavia, che molte ragazze non possano essere riammesse in questo momento. Le ragazze non possono e non devono essere lasciate indietro. È fondamentale che tutte le ragazze, comprese quelle più grandi, siano in grado di riprendere la loro istruzione senza ulteriori ritardi. Per questo, abbiamo bisogno di insegnanti donne per riprendere l’insegnamento”.

“Anche prima della più recente crisi umanitaria, 4,2 milioni di bambini non erano iscritti a scuola. Circa il 60% di loro sono bambine. Ogni giorno in cui le ragazze perdono l’istruzione è un’opportunità persa per loro, le loro famiglie e le loro comunità. C’è stato un progresso significativo nell’istruzione nel Paese negli ultimi due decenni. Il numero di scuole è triplicato. Il numero di bambini a scuola è aumentato da 1 milione a 9,5 milioni. Questi – viene rimarcato – sono importanti miglioramenti per i bambini del paese che dobbiamo rispettare e proteggere”.
La nota si chiude con un appello: “L’Unicef esorta i partner di sviluppo a sostenere l’istruzione per tutti i bambini in Afghanistan. E continuerà a sostenere con tutti gli interlocutori che tutte le ragazze e i ragazzi abbiano la stessa possibilità di imparare e sviluppare le abilità di cui hanno bisogno per prosperare e costruire un Afghanistan pacifico e produttivo”.

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