sabato, 18 Settembre 2021

Processo Open Arms, rinviata udienza per Salvini: se ne riparla il 23 ottobre

Il leader della Lega è imputato dei reati di "plurimo sequestro di persona aggravato e rifiuto di atti di ufficio", per aver violato le convenzioni internazionali in materia di soccorso in mare e diritti umani.

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È stata rinviata l’udienza del processo a Palermo, prevista per domani, 15 settembre, che vede imputato Matteo Salvini per il caso Open Arms. Proprio il leader della Lega ha reso noto il rinvio: “Mi pare di aver capito che l’udienza del processo è rinviata di un mese, non sarà più il 15 settembre ma il 23 ottobre, lo ha chiesto il giudice di Palermo“. L’ex ministro dell’Interno è accusato di aver “privato della libertà personale 147 migranti in prossimità delle coste di Lampedusa tra il 14 e il 15 agosto del 2019”, quindi è imputato dei reati di “plurimo sequestro di persona aggravato e rifiuto di atti di ufficio”, per aver violato le convenzioni internazionali in materia di soccorso in mare e diritti umani, di fatto, per l’accusa, abusando dei suoi poteri.

Tra i testimoni da ascoltare, Giulia Bongiorno, legale di Salvini, ha proposto Ahmed Omar Maiteg, all’epoca vice primo ministro della Libia e Joseph Muscat, che invece era primo ministro della Repubblica di Malta. C’è poi anche l’ex Commissario europeo per le migrazioni, gli affari interni e la cittadinanza, Dīmītrīs Avramopoulos, che, a dire della difesa, “potrà riferire sulle iniziative assunte dall’Unione Europea in materia di immigrazione, con particolare riguardo ai progetti di riforma del Regolamento di Dublino, inoltre, in merito alla procedura di ricollocamento e distribuzione di migranti, nonché su quant’altro a sua conoscenza in merito ai fatti oggetto di imputazione”. Per gli avvocati dell’accusa, la difesa del premier leghista sembra non reggere: “Tende a coinvolgere tutto il governo Conte 1, ma non può condurre a una assoluzione dei comportamenti del ministro Salvini”.

Infatti, Bongiorno ha chiesto che sia ascoltata la “créme” della politica nazionale al tempo del governo giallo-verde. Tanti ex compagni di governo di Salvini, quindi, come gli ex ministri Luigi Di Maio, Enzo Moavero Milanesi, Danilo Toninelli, Giovanni Tria e l’ex premier, Giuseppe Conte. Ad ognuno di loro sarà chiesto di rispondere “in materia di immigrazione, con particolare riguardo al contenuto del Contratto per il Governo del cambiamento”. Le stesse domande sono già state poste da Bongiorno a Toninelli durante il processo Gregoretti di Catania, che è finito con un’archiviazione. L’udienza del 23 ottobre, salvo ulteriori rinvii sinistramente riecheggianti il Ruby Ter, si terrà davanti alla seconda sezione del Tribunale di Palermo e vedrà ventuno parti civili ammesse nel procedimento.

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