sabato, 18 Settembre 2021

False fatturazioni e bancarotta: in manette “re delle pulizie” negli hotel di lusso. Sequestrati 10 milioni di euro

Le ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta, false comunicazioni sociali, dichiarazione fiscale infedele e compensazione indebita.

Da non perdere

I Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito l’ordinanza con la quale il G.I.P. del locale Tribunale su richiesta della Procura della Repubblica capitolina, ha disposto gli arresti domiciliari per l’imprenditore Vito Roberto Bernardone e il divieto di esercitare la professione nei confronti di un commercialista, entrambi indagati a vario titolo per le ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta, false comunicazioni sociali, dichiarazione fiscale infedele e compensazione indebita. Lo rende noto l’ufficio stampa delle Fiamme Gialle con un comunicato arrivato in redazione.

L’Autorità Giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo di somme, beni mobili ed immobili per un valore di circa 10 milioni di euro, cifra che corrisponde al profitto dei reati contestati. Il provvedimento ha origine dalle indagini svolte dal Nucleo di Polizia Economico -Finanziaria, dopo la dichiarazione di fallimento della cooperativa GSC SERVIZI S.c.a.r.l, del settore di pulizie industriali e di hotel di lusso in tutta Italia, una delle imprese gestito da Bernardone e per cui lavoravano circa 800 persone.

L’imprenditore e il commercialista avevano fondato e diretto circa dieci società, tutte intestate a “prestanome” a cui venivano formalmente sub-appaltate e che erano utilizzati in realtà come “recipienti” di forza lavoro, su cui far gravare gli oneri tributari e previdenziali.
Attraverso l’indicazione di elementi passivi fittizi nelle dichiarazioni fiscali, chiamate società, attive solo per poco tempo, maturavano crediti IVA importanti ed inesistenti che venivano poi utilizzati per ripagare i debiti nei confronti dell’Erario e degli Enti previdenziali. Questo meccanismo illecito ha consentito al gruppo societario di accaparrarsi le commesse a prezzi insostenibili per altre aziende, creando distorsione nella libera concorrenza.

Ultime notizie