sabato, 25 Settembre 2021

Cannabis vietata, l’Agenzia Mondiale antidoping rivede la sua posizione

L'Agenzia ribadisce comunque che "la cannabis è attualmente vietata in competizione e continuerà ad esserlo nel 2022". Decisione dopo il caso della velocista statunitense Sha'Carri Richardson.

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Sulla scia del caso della velocista statunitense Sha’Carri Richardson, esclusa dalle Olimpiadi di Tokyo per consumo di cannabis, la Wada, l’Agenzia mondiale antidoping, ha reso noto che riesaminerà l’inclusione o meno della sostanza tra quelle vietate. Nonostante resterà sicuramente proibita anche nel 2022, l’anno prossimo ci sarà una revisione scientifica che potrebbe cambiare le regole. In una nota della Wada, si legge: “A seguito delle richieste da un certo numero di parti interessate, il comitato esecutivo ha approvato la decisione del gruppo consultivo di esperti della lista di avviare nel 2022 una revisione scientifica dello stato della cannabis“.

L’Agenzia ribadisce comunque che “la cannabis è attualmente vietata in competizione e continuerà ad esserlo nel 2022“. La Richardson, a giugno, fu sospesa per 30 giorni dopo essere risultata positiva alla marijuana alle prove olimpiche statunitensi. La sua storia ha aperto un dibattito sulla questione e tanti tra personaggi famosi, atleti e politici hanno contestato aspramente la regola perché ormai obsoleta e non necessaria. Tra coloro a favore dell’abolizione del divieto, anche il capo della Federazione internazionale di atletica leggera, Sebastian Coe, che ha dichiarato, durante le Olimpiadi di luglio che “non è irragionevole oggi avere una revisione“.

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