sabato, 18 Settembre 2021

Rapimento di Eitan, nonno indagato per sequestro di persona: spunta la complicità della nonna

Shmuel Peleg, nonno materno del piccolo Eitan, unico sopravvissuto della strage di Mottarone, è indagato per sequestro di persona, anche la nonna materna del bambino sarebbe stata a conoscenza delle intenzioni di suo marito.

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Il piccolo Eitan, unico sopravvissuto dalla strage di Mottarone e che due giorni fa è stato portato in Israele dal nonno materno, dovrà tornare in Italia dalla sua famiglia affidataria, ovvero dalla zia paterna Aya. È questo ciò che dice la legge e il Governo di Israele, appellandosi anche al divieto d’espatrio già precedentemente emanato dal Tribunale di Pavia. Inoltre, come indicato da alcuni media israeliani che citano un parere legale governativo di esperti dei ministeri degli Esteri e della Giustizia, il fatto che il bambino sia stato portato all’estero contro la volontà e senza il consenso del suo tutore legale, lo rende a tutti gli effetti un rapimento.

Dopo essere stato estromesso dagli atti e dalle udienze e preoccupato dalle condizioni di salute del nipotino, ha agito d’impulso” hanno dichiarato i legali Sevesi, Carsaniga, Polizzi, che rappresentano Shmuel Peleg, il nonno materno di Eitan che è oggi indagato per sequestro di persona. “Ci impegneremo – proseguono – perché vengano riconosciuti i diritti della famiglia materna, dopodiché confidiamo che Shmuel ritorni ad avere fiducia nelle istituzioni Italiane e ci impegneremo in tal senso“, concludono.

Secondo le dichiarazioni dello zio paterno, anche la nonna materna del bambino sarebbe stata a conoscenza delle intenzioni di suo marito, circostanza che la renderebbe di fatto complice del rapimento. Della vicenda si sta interessando anche Luigi Di Maio, il ministro degli Esteri ha infatti reso noto che sono in corso accertamenti in base ai quali saranno poi intraprese iniziative.

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