martedì, 21 Settembre 2021

Primo giorno di scuola tra controlli e proteste: docente senza green pass entra in sciopero della fame

Le scuole italiane hanno riaperto quest'oggi le porte a circa 4 milioni di studenti. Non sono mancate le proteste contro l'obbligatorietà del Green Pass per il personale scolastico.

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Quasi 4 milioni di ragazzi italiani oggi sono tornati a scuola in presenza, con la speranza che non ci sia più bisogno di dover ricorrere alla didattica a distanza nel corso dell’anno. “Abbiamo visto bambini con la mascherina ma con gli occhi che ridevano”, ha commentato soddisfatto il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. Per poter accedere negli istituti scolastici, è stato necessario il controllo dei Green Pass per personale scolastico e per i genitori che accompagnavano i piccoli. Non sono mancate le proteste, come successo dinanzi ad una scuola dell’infanzia di Collarmele, in provincia de L’Aquila, dove una maestra ha annunciato uno sciopero della fame.

“Oggi mi è stato impedito di entrare – ha dichiarato la maestra Alba Silvani – resterò qui, metterò in atto uno sciopero della fame per chiedere il rispetto del diritto costituzionale al lavoro e contro ogni forma di discriminazione”. Secondo l’insegnante, l’obbligatorietà del Green Pass sarebbe discriminatoria per il personale scolastico anche rispetto alle altre categorie, come quella stessa dei parlamentari che non devono esibire il certificato verde per poter lavorare ma obbligano gli altri lavoratori a doverlo fare.

Anche a Cuneo è esplosa un’altra protesta davanti ad un ufficio scolastico: una cinquantina di persone tra dipendenti pubblici, genitori di alunni e personale scolastico hanno contestato l’obbligatorietà dell’utilizzo del Green Pass con cartelloni e cori come: “Libera scelta” e “Giù le mani dai bambini”.

Nonostante le proteste, il controllo dei Green Pass è stato ugualmente un successo: già tra le 7.00 e le 9.00 del mattino erano stati verificati ben 900mila certificati verdi all’accesso degli istituti scolastici. I timori di possibili blocchi ed intoppi dinanzi alle scuole, che avrebbero potuto conseguentemente rallentare il servizio degli insegnanti, sono svaniti risultati ingiustificati e i dati lo dimostrano.

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