sabato, 25 Settembre 2021

Armi, droga e scommesse: scacco al clan di Bagheria 8 fermi. Sventato un omicidio

Accusati a vario titolo di associazione mafiosa finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione e vendita di armi clandestine, estorsione, lesioni aggravate, maltrattamenti, aggravati dalle modalità mafiose.

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Sventato dai carabinieri un omicidio di mafia smantellando il clan di Bagheria, roccaforte di Cosa Nostra. Secondo le indagini effettuate dai carabinieri, Fabio Tripoli, apparentemente estraneo al contesto mafioso ha messo in discussione l’autorità del boss di Bagheria, Massimiliano Ficano. Tripoli visibilmente ubriaco aveva sfidato pubblicamente Ficano, il guanto di sfida è stato subito raccolto dal capo mafioso. L’uomo infatti è stato pestato violentemente, causando un trauma cranico e la frattura della mano. Questo però non ha fatto tacere Tripoli che, armandosi di accetta è andato in giro a dire di essere intenzionato a incendiare il locale inaugurato da Ficano. Un ultimo affronto consentito, così il boss ha deciso di liberarsi di Tripoli, dopo aver costruito un alibi ha dato l’ordine di ucciderlo. Ficano si sarebbe così allontanato da Bagheria vista la possibilità di un arresto.

Ma attraverso intercettazioni, sono riusciti anche a ricostruire gli interessi dell’organizzazione del traffico e spaccio di stupefacenti, nella gestione dei centri scommesse e nelle estorsioni, il capo famiglia aveva disponibilità di diverse armi. Inoltre, uno storico prestanome, un imprenditore edile, è stato individuato. Sono stati emanati dalla Direzione distrettuale antimafia nei confronti di otto indagati dei provvedimenti di fermo. Gli indagati sono accusati a vario titolo di: detenzione e vendita di armi clandestine, estorsione, reati aggravati dalle modalità mafiose, maltrattamenti e associazione mafiosa e finalizzata al traffico di stupefacenti.

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