sabato, 25 Settembre 2021

Aifa contro Parvulan: “Antivirale pericoloso contro il Covid”

Le richieste di importazione per questo medicinale, illegale in Italia, sono incrementate esponenzialmente. Il motivo pare sia la scoperta del suo impiego in sostituzione dei vaccini contro il Coronavirus.

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Arriva l’allarme di Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, per l’utilizzo del Parvulan, usato per il trattamento dell’Herpes Zoster, il ‘fuoco di Sant’Antonio’, nella profilassi contro il Covid-19. Le richieste di importazione per questo medicinale, illegale in Italia perché non autorizzato, anche se registrato e commercializzato in Brasile, sono incrementate esponenzialmente. Il motivo pare sia la scoperta del suo impiego in sostituzione dei vaccini contro il Coronavirus.

L’Aifa, in un parere della Commissione tecnico scientifica dell’Agenzia, sottolinea che nella profilassi del Covid-19, “l‘utilizzo del medicinale non è sostenuto dalle benché minime evidenze di efficacia e sicurezza” e “rappresenta un potenziale pericolo per la salute delle persone“.

Gli approfondimenti dell’Aifa sono stati mirati ad “accertare il quadro di riferimento e l’ammissibilità dell’importazione, in ragione sia dei considerevoli quantitativi oggetto della richiesta, che dell’indicazione terapeutica riportata a supporto dell’importazione, vale a dire il trattamento di pazienti affetti da Herpes Zoster, patologia per la quale, attualmente, risultano essere autorizzati e commercializzati in Italia diversi medicinali e molecole“.

Sulla base delle comunicazioni e delle richieste pervenute da parte dei pazienti, ivi incluse quelle riguardanti le tipologie di vaccino considerate valide ai fini del rilascio del Green pass vaccinale” aggiunge ancora l’Agenzia del farmaco “è stato possibile rilevare un utilizzo del medicinale diverso da quello dichiarato nella richiesta di importazione: il Parvulan risulterebbe essere proposto fuori indicazioni (off label, come terapia preventiva al Covid-19), in alternativa ai vaccini autorizzati”.

L’Agenzia quindi, “ritiene doveroso invitare a diffidare di ogni soluzione alternativa ai vaccini ufficiali“, e ricorda quanto sia essenziale la “collaborazione di tutti affinché casi sospetti, come quello qui riportato, siano costantemente segnalati ad Aifa allo scopo di porre in atto ogni misura necessaria a tutela della salute pubblica e del singolo“.

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