sabato, 18 Settembre 2021

Terremoto Amatrice, 24 agosto 2016: dalle macerie sboccia la ricostruzione in ricordo delle 303 vittime

Da quel giorno in cui la terra tremò talmente forte da trascinare con sé la vita di 303 persone, compromettendo quella dei 600.000 residenti sopravvissuti, si inizia finalmente a ricostruire.

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Sono trascorsi 5 anni dalla tremenda notte del 24 maggio 2016, notte in cui la terra ha tremato così forte da raggiungere i 6 gradi della scala Richter, una potenza devastante mai vista prima in Italia, ad eccezione del terremoto dell’Irpinia; notte in cui hanno perso la vita 303 vittime, 299 delle quali sepolte sotto le macerie, 4 decedute nei giorni successivi; notte in cui i territori di 138 comuni compresi tra Lazio, Marche, Abruzzo, Umbria sono stati polverizzati, e la vita dei loro abitanti, 581mila anime, è stata sconvolta per sempre.

Alle 3:36:32 il sisma ha messo in ginocchio l’Italia centrale, lasciando dietro di sé, oltre ai cumuli di macerie entro cui scavare alla disperata ricerca di superstiti, 600mila sfollati, gente che dall’oggi al domani si è ritrovata senza parenti, senza figli, senza mogli, senza mariti, senza casa, senza niente se non la speranza di “ricostruire” i pezzi della propria esistenza distrutta dalla calamità naturale.

Ad Amatrice, simbolo di quella catastrofe, la demolizione è finita. Adesso, un adesso costato cinque anni di fatica, si può ricostruire. L’azienda edile Matrix ha iniziato i lavori nel centro storico ormai svuotato di detriti il 29 luglio 2021.

6,11 miliardi di euro i fondi stanziati per questa mastodontica operazione di ricostruzione,. destinati a raggiungere i 10 miliardi entro fine anno. Emblematico l’Auditorium con i colori dell’appennino, inaugurato da Nicola Zingaretti, con stanze in comodato d’uso per gli Alpini, pavimenti che ripercorrono un sentiero di quelle montagne e la parete per le arrampicate sono segni di una macchina che finalmente passa all’azione.

Anche la scuola Romolo Capranica è stata restituita integra alla popolazione, anche se ancora non può essere riaperta. In cantiere anche la costruzione dell’Istituto Alberghiero proprio laddove giaceva il Coc (centro operativo della prima emergenza), al posto di quella struttura traballante che non esitò a sbriciolarsi alla prima scossa, quel 24 agosto 2016.

Più difficile la situazione del recupero dei ruderi artistici, parzialmente distrutti dal sisma: il moncone della Chiesa di Sant’Agostino, lo scheletro di quella di San Francesco, la sagoma della Torre Civica, sotto la giurisdizione della soprintendenza ai Beni archeologici, alle Belle arti e al Paesaggio, dovranno essere messi in sicurezza in fretta, così da permettere di ripristinare anche i tubi del gas e delle altre utenze in città.

 

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