venerdì, 24 Settembre 2021

Afghanistan, discorso di Biden: “Immagini che spezzano il cuore”

Ieri il Presidente americano Joe Biden ha parlato alla nazione e al mondo intero, difendendo la linea scelta, relativa al ritiro delle truppe e sottolineando la mastodontica operazione di evacuazione messa in atto dall'America, con la preziosa collaborazione dei partner europei.

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Molto deciso e allo stesso tempo pacato il discorso del Presidente degli Stati Uniti d’America, Joe Biden, tenuto ieri alla Nazione per affrontare due temi caldi della situazione americana e mondiale: il primo, inerente la “tempesta tropicale Henri” abbattutasi ieri nel versante nord orientale della costa americana; il secondo, immediatamente focalizzato sugli sviluppi della situazione evacuazione in Afghanistan e sulle decisioni di carattere internazionale per le prossime mosse.

Sebbene il Presidente abbia espresso verbalmente compassione e sincero dispiacere per tutto quello che i civili afghani stanno vivendo in questi giorni così drammatici, non ha potuto esimersi dal ribadire la difficoltà dei processi di evacuazione messi in atto dall’intelligence americana, sottolineando il pantagruelico sforzo messo a punto per riuscire ad accelerare il trasferimento di centinaia di migliaia di persone verso Nazioni più sicure, dando preminenza al rimpatrio dei cittadini americani: l’operazione a cui stiamo assistendo è “un’operazione incredibile, senza precedenti, ma evacuare migliaia di persone sarà difficile e doloroso, non c’è modo di evacuare senza provare dolore e vedere quelle immagini in tv mi ha spezzato il cuore“, afferma Biden; “11mila persone, con aerei civili e militari sono state già evacuate” e l’impegno è quello di portar via dall’Afghanistan i cittadini americani “il prima possibile”. Queste le parole del leader americano.

Per quanto riguarda, invece, la questione Talebani, Biden ha espresso cautela nel fidarsi di loro e del regime instaurato in questa settimana a Kabul, in quanto per il momento “stanno cercando legittimità, cercano di capire se verranno riconosciuti da altri Paesi. Finora i Talebani non hanno intrapreso azioni contro le truppe americane e hanno mantenuto quanto promesso, vedremo se quello che dicono si trasformerà in realtà”; tuttavia, nel caso in cui le cose prendessero una piega nettamente diversa, sicuramente le sanzioni al regime arriverebbero e come, “dipenderà dal loro comportamento”.

Ma la dichiarazione che più merita di essere evidenziata nel discorso di ieri è proprio quella relativa alla decisione di lasciare l’Afghanistan da parte delle truppe americane, definendola una decisione logica e razionale, in quanto legata alla tutela dei “figli” della propria nazione:”Alla fine dei conti, se non avessimo lasciato l’Afghanistan ora, quando l’avremmo lasciato? Tra un anno? Tra dieci?… Non voglio inviare i vostri figli a combattere“.

Non mancano parole di encomio ed elogio verso i leader di alcuni Paesi europei, quali Italia, Germania e Spagna per il loro supporto in qualità di partner, nelle operazioni in atto in Afghanistan e per le forze umanitarie messe in campo per creare ponti di trasferimento verso i rispettivi Paesi per i profughi afghani: “Ringrazio tutti i nostri partner per lavorare in modo così unito” e spiega: “Aiuteremo” l’evacuazione dall’Afghanistan “di cittadini di altri Paesi”, “ne parleremo al G7 martedì“, afferma Biden.

Un discorso con il quale tentare di portare un pacato ottimismo non solo ai cittadini americani, assicurando il rientro in patria dei soldati e ribadendo di averlo fatto per evitare di aggiungere ulteriori vittime alle 2.312 e ai 20mila feriti americani registrati nei 20 anni di guerra in Afghanistan, ma anche al resto del mondo che pende dalle decisioni di quella che è ancora oggi una delle più forti e potenti nazioni di sempre.

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