sabato, 18 Settembre 2021

Green Pass obbligatorio, petizione dei docenti al Parlamento: “Cambiare la legge”

Sulla ripresa della scuola in sicurezza interviene anche il Presidente nazionale Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli: "Occorre che l'Amministrazione fornisca tempestivamente risposte chiare".

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Dopo la Sanità, è la Scuola ora a contestare l’obbligo del Green pass. Ai ricorsi e alle cause dei no vax della sanità, si aggiungono 15mila firme che sono state raccolte in brevissimo tempo e solo in alcune regioni del nord Italia. Insegnanti, studenti e genitori di alunni hanno siglato una petizione destinata alle Camere nel tentativo di bloccare la conversione in legge del decreto sul Green Pass per scuole e università.

In testa alla protesta, come nel caso della Sanità, è la Toscana nella petizione che sarà consegnata alle Camere il primo settembre. Promotore dell’iniziativa è l’avvocato Daniele Granara, docente di diritto Costituzionale a Genova e Urbino, assieme alla collega Tiziana Vigni: hanno depositato il ricorso al Tar Toscana per medici, infermieri e oss contrari alla vaccinazione.

Granara spiega che di aver deciso di “utilizzare uno strumento previsto dalla Costituzione all’articolo 50 che recita così ‘Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità’“.

La petizione evidenzia “la comune necessità dei docenti, del personale scolastico ed universitario, degli studenti di ogni ordine e grado e dell’Università, di non sottoporsi al cd. Green Pass per accedere ai locali degli istituti scolastici e universitari in cui svolgono la funzione docente o prestano servizio e, quindi, all’istruzione dell’infanzia, primaria, secondaria e universitaria, garantita dagli articoli 33 e 34 della Costituzione” e chiede “alle Camere di denegare la conversione in legge del Decreto Legge, approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del giorno 5 agosto 2021, emanato il 6 agosto 2021, n. 111, recante “Misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti“.

Sulla ripresa della scuola in sicurezza interviene anche il Presidente nazionale Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli: “A dieci giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico l’avvio ordinato delle attività è pregiudicato da problematiche a cui non è stata ancora fornita una soluzione efficace ed univoca. Occorre che l’Amministrazione fornisca tempestivamente risposte chiare che impediscano alle scuole e ai loro dirigenti di esporsi a difficoltà che appaiono al momento ingestibili e insuperabili nonché a contenziosi certi“.

L’individuazione delle soluzioni – prosegue Giannelli – non può né deve essere lasciata alla libera interpretazione delle scuole e dei dirigenti scolastici: si tratta di questioni complesse che devono essere affrontate a livello nazionale. I più pressanti interrogativi, che ad oggi rimangono senza una risposta soddisfacente, riguardano: il controllo quotidiano, attraverso App, del possesso della certificazione verde da parte di tutti i lavoratori con conseguente aggravio organizzativo e malgrado l’insufficiente disponibilità di risorse umane già contemporaneamente impegnate nello svolgimento di altri compiti; la gestione, garantendo il diritto allo studio degli alunni, della sostituzione del personale dichiarato assente per mancato possesso della certificazione verde. Ricordo – spiega Giannelli – che da una parte si dispone che l’incarico di supplenza sia conferito al quinto giorno di assenza del titolare anche nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria e dall’altra, non si è in possesso di indicazioni certe sul termine di durata del contratto di supplenza a causa dei presupposti stessi del rilascio della certificazione verde”. E ancora: “la gestione del personale con certificazione verde avente scadenza in prossimità dell’inizio dell’anno scolastico“.

Giannelli punta il dito anche contro il fatto che “in base alla Nota del Ministero dell’istruzione n. 900 del 18 agosto 2021 e in difformità rispetto a quanto riportato nel Protocollo di Intesa del 14 agosto 2021, le scuole utilizzeranno le risorse per effettuare tamponi al solo personale “fragile. A quale indicazione dovranno attenersi i dirigenti scolastici, a quella contenuta nel Protocollo o a quella riportata nella citata Nota? Se le scuole devono effettuare una simile attività di screening, chi ne decide la cadenza e i destinatari? In altri termini, lo screening sarà effettuato su richiesta del dipendente o sarà il dirigente scolastico, d’accordo con le autorità sanitarie, a determinarne cadenza e possibili beneficiari? Quando le scuole potranno disporre di indicazioni chiare sulla gestione del coinvolgimento degli alunni fragili nelle attività didattiche, atteso che il Decreto sostegni bis rimanda a una apposita ordinanza ad oggi non ancora emanata?“.

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