mercoledì, 22 Settembre 2021

Vaccini, terza dose in Italia: a ottobre il piano per proteggere i più fragili

Mentre USA e Israele hanno già iniziato a somministrare la terza dose di vaccino, in Italia valuta di cominciare a ottobre. Precedenza a chi ha un sistema immunitario meno forte

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Procede speditamente la campagna vaccinale in Italia. Il 57,9% della popolazione ha completato il ciclo di immunizzazione e il 64,1% ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino. Entro ottobre potremmo raggiungere l’obiettivo dell’80%, momento in cui si dovrebbe cominciare a somministrare la terza dose ai soggetti più fragili.

Il ministero della Salute vorrebbe partire con i pazienti che si sono sottoposti a trapianto, i quali hanno una risposta anticorpale minore rispetto al normale dosaggio del vaccino. Si passerà poi alle persone colpite da patologie e ai più anziani. Il commissario straordinario per l’emergenza, Francesco Paolo Figliuolo, assicura la disponibilità di ulteriori dosi di vaccino a Rna messaggero, Pfizer o Moderna, per tutti. Il virus, infatti, continuerà a circolare ed è fondamentale rispettare le basilari norme anti-contagio e, soprattutto, vaccinare il più possibile, al di là del raggiungimento dell’agognata immunità di gregge. Il presidente del Veneto Luca Zaia ha proposto uno studio a campione, sottoponendo gli over 80 a un test anticorpale per verificare le capacità di difesa del sistema immunitario. Anche altre Regioni e lo stesso ministero sembrano favorevoli all’ipotesi.

Intanto, altri Paesi hanno già avviato la nuova campagna vaccinale per completare l’immunizzazione dei soggetti fragili e di chi si è sottoposto alla vaccinazione all’inizio dell’anno. Obiettivo principale resta la copertura contro le mutazioni del covid. La variante Beta sembra infatti essere più resistente al vaccino che, invece, risponde meglio alla Delta, proteggendo dalle forme più gravi della malattia pur non riuscendo sempre ad evitare l’infezione. Significa, come già dimostrato dal Center for Disease Control and Prevention, massima autorità sanitaria federale degli Stati Uniti, che il virus può continuare a circolare anche tra immunizzati, pur non causando gli stessi danni cui abbiamo già assistito.

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