mercoledì, 22 Settembre 2021

Tetraplegico 14enne abbandonato al sole, trovato morto: fermata la madre

Secondo l'accusa, la donna avrebbe lasciato il figlio "all'esposizione prolungata ai raggi solari per un notevole lasso di tempo", tanto da provocarne la morte.

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Era morto da circa 36 ore, il ragazzo tetraplegico di 14 anni, trovato cadavere nel letto della sua abitazione, a Grammichele, nel catanese. Una morte ancora inspiegabile quella dell’adolescente, per la quale la Procura di Caltagirone ha disposto il fermo della madre; il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri. La donna, che ha 45 anni, è indagata per abbandono aggravato di minorenne.

In base alle prime analisi del medico legale, sembra che il decesso sia collegato a una “prolungata esposizione esterna del ragazzo, verosimilmente all’azione dei raggi solari, inconciliabile con la sede di ritrovamento della salma, tanto da far presupporre che sia da collocare almeno 36 ore prima dell’arrivo dei militari“. Le forze dell’ordine, infatti, hanno trovato il corpo del ragazzo, affetto da tetraparesi spastica e ritardo mentale grave, nel letto della sua stanza. Il ragazzo viveva con la madre, vedova da anni, disoccupata, alla quale era stata affidata la custodia esclusiva del 14enne.

Già in passato la 45enne era stata denunciata per l’abbandono del minore, all’epoca dei fatti in concorso con il marito. Secondo l’accusa, la donna avrebbe lasciato il figlio “all’esposizione prolungata ai raggi solari per un notevole lasso di tempo”, tanto da provocarne la morte. La Procura di Caltagirone le contesta come aggravante il fatto che il 14enne era “persona incapace di provvedere a se stessa per malattia di mente e di corpo”. La madre avrebbe cercato di nascondere il decesso tenendo i climatizzatori sempre accesi.

Le indagini condotte dai Carabinieri, e coordinate dal procuratore Giuseppe Verzera, hanno “fatto emergere un gravissimo quadro indiziario nei confronti dell’indagata“. La Procura ha rilevato “versioni dei fatti contrastanti fornite dalla donna, a partire dalla chiamata al 112 e rese poi nel corso del sopralluogo degli investigatori“, nonché “svariati tentativi della stessa di fuggire, ben conscia dei rischi a cui era esposta” ed “esiti delle sommarie informazioni acquisite nel corso delle attività esperite“. La 45enne è stata già trasferita nel carcere di Catania.

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