mercoledì, 22 Settembre 2021

Afghanistan, talebani perquisiscono le case dei giornalisti

I talebani avrebbero compiuto dei raid nelle abitazioni di almeno quattro giornalisti mentre questi non erano presenti in casa.

Da non perdere

I talebani devono cessare immediatamente di attaccare i giornalisti e perquisire le loro case e consentire ai membri della stampa di operare liberamente e senza timore di violenze o rappresaglie“. È quanto ha affermato nelle scorse ore il Comitato per la protezione dei giornalisti (Committee to Protect Journalists – CPJ).

Secondo i giornalisti e alcuni loro rappresentanti, da quando i talebani hanno preso Kabul, i fondamentalisti hanno perquisito le abitazioni di almeno quattro giornalisti e dipendenti di agenzie di stampa. Il CPJ ha avviato le indagini dopo la diffusione della notizia secondo cui alcuni talebani avrebbero picchiato due giornalisti a Jalalabad, mentre stavano seguendo la protesta in cui sono morte 35 persone.

“I talebani devono mantenere il loro impegno pubblico per consentire media liberi e indipendenti in un momento in cui il popolo afghano ha un disperato bisogno di notizie e informazioni accurate”, ha affermato il coordinatore del programma Asia del CPJ, Steven Butler. “I talebani devono smettere di perquisire le case dei giornalisti, impegnarsi a porre fine all’uso della violenza contro di loro e consentire loro di operare liberamente e senza interferenze”.

Secondo quanto comunicato al CPJ via mail da Christoph Jumpelt, portavoce aziendale di Deutsche Welle, i fondamentalisti hanno perquisito le case di almeno tre dipendenti dell’emittente pubblica tedesca. Il Comitato non è ancora in grado di determinare la loro identità e quando sono stati effettuati i controlli. Jumpelt ha riferito che, al momento del raid, i dipendenti si erano nascosti e non si trovavano nelle loro abitazioni. Deutsche Welle sta lavorando con il ministero degli Esteri tedesco per facilitare l’evacuazione dei suoi dipendenti e delle sue famiglie.

Ieri, i talebani hanno perquisito anche la casa di un anonimo giornalista e interprete freelance che in precedenza ha lavorato con il collega americano Wesley Morgan, il quale ha riferito l’accaduto al Comitato fornendo anche screenshot di filmati di sicurezza fuori casa, prove che verranno esaminate dal CPJ. Anche in questo caso, pare che il perquisito si fosse nascosto e che non si trovasse in casa al momento del controllo.

Nelle scorse ore, i talebani hanno tenuto la loro prima conferenza stampa ufficiale a Kabul, dove il portavoce Zabihullah Mujahid ha dichiarato che i media privati ​​”possono continuare a essere liberi e indipendenti”. Ha poi aggiunto che “i valori islamici dovrebbero essere presi in considerazione” nella copertura mediatica e che i giornalisti dovrebbero astenersi dal lavorare “contro i valori nazionali”.

Ultime notizie