sabato, 18 Settembre 2021

Afghanistan, i Talebani annunciano amnistia. Le donne saranno libere: no burqua, sì a scuola

I talebani hanno annunciato una "amnistia generale", rassicurando chi ha lavorato con il precedente governo che "le proprietà saranno salvate"; l'onore e le vite saranno al sicuro.

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Rimbalza in ogni angolo del mondo l’annuncio di uno dei portavoce dei talebani, Suhail Shaheen, il quale ha dichiarato a Sky News che le donne afghane avranno libero accesso all’istruzione, comprese le università. Ha aggiunto, inoltre, che sotto il dominio dei talebani le donne dovranno indossare l’hijab, il copricapo che lascia scoperto il viso, e che non saranno obbligate ad indossare il burqa. Shaheen ha detto, inoltre, che “migliaia” di scuole sono regolarmente funzionanti.

Dopo aver issato la propria bandiera sul palazzo governativo della capitale, i talebani hanno proclamato una “amnistia generale”, rassicurando tutti coloro che hanno lavorato con il precedente governo che “le loro proprietà saranno salvate e il loro onore e le loro vite saranno al sicuro”.

L’annuncio è confermato dal portavoce, Zabihullah Mujahid, nella sua prima conferenza stampa a Kabul. Mujahid afferma che i talebani hanno perdonato tutti, sulla base di ordini dei propri leader, e non nutrono inimicizia nei confronti di nessuno. Alcuna vendetta contro nessuno, inclusi gli ex militari e tutti coloro che hanno lavorato con le forze straniere. “Nessuno perquisirà le loro case“, ha affermato Mujahid.

I talebani garantiranno la sicurezza delle ambasciate straniere, dice il portavoce dei talebani: “Presto sarà raggiunto un accordo con cui verrà insediato un governo islamico nel Paese” – aggiunge – “Dopo 20 anni di lotta abbiamo liberato il Paese ed espulso gli stranieri. È un momento di orgoglio per l’intera nazione”. L’emirato islamico dell’Afghanistan non rappresenterà una minaccia per nessun Paese, secondo Mujahid, e si impegnerà per i diritti delle donne nell’ambito della Sharia. Le donne “lavoreranno fianco a fianco con noi – spiega – vogliamo assicurare alla comunità internazionale che non vi saranno discriminazioni, che nessuno sarà in pericolo. Non vogliamo avere nessun problema con la comunità internazionale. Permetteremo alle donne di lavorare e studiare, ma entro la nostra struttura”. In altri termini i talebani rivendicano “il diritto di agire” secondo i loro “principi religiosi”.

“Non vogliamo vedere il caos a Kabul”, dice ancora Mujahid: “I nostri piani prevedevano di fermarci alle porte di Kabul per consentire il completamento senza scosse del processo di transizione. Ma purtroppo il precedente governo era così incompetente…le sue forze di sicurezza non potevano far nulla per garantire la sicurezza. Dovevamo fare qualcosa. Dovevamo entrare a Kabul per garantire la sicurezza dei residenti”.

Tolo News riferisce che, in merito alla libertà di informazione, i talebani affermano che i media potranno continuare la loro attività senza però contraddire i valori islamici; devono essere imparziali e non devono contraddire gli interessi nazionali.

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