martedì, 21 Settembre 2021

Incendi in Algeria, almeno 42 vittime: il cambiamento climatico ma anche la mano dell’uomo

Da lunedì il nord del Paese combatte con grandi incendi divampati contemporaneamente in diverse wilaya. Dietro alla tragedia, oltre alla mano dell'uomo, c'è anche il cambiamento climatico.

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Da lunedì gli incendi stanno devastando diverse wilaya a nord dell’Algeria, in particolare la regione montuosa della Cabilia, a un centinaio di chilometri a est di Algeri. Sono almeno 42 le persone che hanno perso la vita, tra cui 25 soldati impegnati nelle operazioni di soccorso. Secondo la Direzione della Protezione Civile una cinquantina di incendi boschivi divampano contemporaneamente in 18 wilaya in tutto il territorio nazionale, di cui almeno 36 sono scoppiati nelle ultime 24 ore, secondo quanto affermato martedì dal vicedirettore delle statistiche e dell’informazione presso il DGPC, il colonnello Farouk Achour.

A Médéa, a sud della capitale, sono stati arrestati tre piromani sospettati degli incendi divampati nelle ultime 48 ore nel capoluogo dell’omonima wilaya. “Io li chiamo atti viziosi, non solo criminali – ha detto il colonnello Achour ai giornalisti del quotidiano locale EL Moudjahid. Gli autori scelgono periodi in cui c’è un’ondata di caldo e temperature elevate e forti venti. La combinazione di questi elementi rende facile accendere veri e propri inferni, ma ogni volta proviamo a farlo in anticipo. Spesso affrontiamo alcuni vincoli, tra cui difficoltà di accesso, mancanza di punti d’acqua per il rifornimento di carburante, ma l’accessibilità rimane la principale preoccupazione o addirittura un grave handicap. Abbiamo cercato di superare questa difficoltà ricorrendo alle risorse aeree, ma dobbiamo sempre tenere conto della presenza dei borghi e delle case, nostra priorità assoluta e della salvaguardia delle vite umane e della protezione dei villaggi”.

Il ministro degli interni, Kamel Beldjoud, si è recato lunedì a Kabyle, a 100 chilometri da Algeri, dove alcuni abitanti hanno cercato di trattenere le fiamme da soli. “Solo le mani dei criminali possono essere dietro lo scoppio simultaneo di circa 50 incendi in diverse località”, ha affermato senza fornire ulteriori dettagli sulle accuse.
Secondo gli scienziati del clima, oltre alla mano dell’uomo, tra i principali responsabili dei grandi incendi che stanno devastando vaste aree del pianeta c’è, senza alcun dubbio, il cambiamento climatico dovuto alla combustione di carbone, petrolio e gas naturale.

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