sabato, 25 Settembre 2021

Studente morto a Pisa, la Tac parla chiaro: nessun colpo di pistola sul cadavere

 L'indagine radiodiagnostica ha escluso la presenza di metalli nel corpo "gravemente deteriorato" dalla combustione. La Procura diretta da Alessandro Crini, continua ad ipotizzare al momento il reato di istigazione al suicidio ma restano aperte tutte le piste, compresa quella dell'omicidio.

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Il risultato della Tac fatto sullo studente universitario di ingegneria informatica di 23 anni ritrovato carbonizzato, parla chiaro, nessun colpo di pistola o di altra arma da fuoco è stato rinvenuto sul cadavere di Francesco Pantaleo.  L’indagine radiodiagnostica ha escluso la presenza di metalli nel corpo “gravemente deteriorato” dalla combustione.

La Procura diretta da Alessandro Crini, continua ad ipotizzare al momento il reato di istigazione al suicidio ma restano aperte tutte le piste, compresa quella dell’omicidio.

È stata effettuata una biopsia per le analisi chimiche e tossicologiche ma per i risultati bisognerà aspettare un altro mese. Sotto analisi anche il tablet del 23enne che verrà analizzato dall’ingegnere Michele Vitiello, già al lavoro come perito sul disastro della funivia del Mottarone, che cercare di recuperare materiale cancellato utile alle indagini in corso.

Nel contempo gli investigatori dell’Arma dei carabinieri, con la direzione del reparto operativo del comando provinciale, stanno nel frattempo esaminando i filmati di una trentina di videocamere di telesorveglianza disposte lungo il percorso di circa 6 km che Pantaleo avrebbe fatto a piedi tra il suo appartamento preso in affitto a Pisa e il campo di San Giuliano Terme in cui è stato ritrovato il corpo carbonizzato. L’ora della morte è collocata dagli inquirenti tra la sera del sabato 24 luglio e la mattina del giorno successivo.

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