sabato, 18 Settembre 2021

Confcommercio, tra il 2000 e il 2019 persi 2,5 milioni di posti di lavoro tra i giovani

È aumentato anche il numero di giovani disoccupati che non cercano occupazione (dal 40% al 50%), sempre meno i lavoratori indipendenti e dipendenti.

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L’Italia non è un paese per giovani… lavoratori. Lo conferma una nota di Confcommercio, nella quale si afferma che tra il 2000 e il 2019 i giovani occupati (tra i 15 e i 34 anni) sono diminuiti di 2 milioni e mezzo e, nello stesso periodo, è aumentato il numero di giovani disoccupati che non cercano occupazione (dal 40% al 50%).

Inoltre, tra il 2004 e il 2019, si sono abbassati di oltre un quarto i giovani lavoratori dipendenti (-26,6%) e risultano dimezzati gli indipendenti (-51,4%), -156mila imprese giovanili e 345mila giovani espatriati negli ultimi 10 anni.

Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, afferma che “il sostegno alle imprese giovanili rende più robusta, diffusa e duratura la crescita economica. Per questo è fondamentale utilizzare al meglio le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destinate ai giovani, soprattutto per quanto riguarda formazione, incentivi e semplificazione burocratica. Favorire nel nostro Paese l’imprenditoria giovanile è la risposta più efficace alle sfide della competizione internazionale e della globalizzazione”.

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