venerdì, 24 Settembre 2021

“Cavallo di ritorno”: 10 arresti nel Palermitano. Auto e moto rubati per commettere altri reati

A volto coperto, con felpe e cappucci per non essere riconoscibili, facevano razzia di auto, moto, scooter e furgoni, a volte smontati per i pezzi, a volte usati per altri reati o per farsi consegnare il denaro per ridarli ai proprietari.

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I Carabinieri della compagnia di Misilmeri, nell’area metropolitana di Palermo, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Termini Imerese nei confronti di 10 palermitani, accusati a vario titolo di associazione per delinquere per commettere furti, rapine, ricettazione, riciclaggio ed estorsione con il metodo del cavallo di ritorno.

In due sono finiti in carcere, altri cinque ai domiciliari, a carico di altri tre invece è scattato l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Le indagini dell’operazione si sono sviluppate tra febbraio e luglio del 2019. Obiettivo principale della banda era il furto di auto, motocicli, ciclomotori che venivano poi utilizzati per furti o rapine. Alcuni mezzi venivano smontati per rivenderne i pezzi per ricambi e in altri casi la banda chiedeva soldi per restituire il furgone, l’auto o la moto rubati.

La banda utilizzava mezzi rubati per compiere reati e i componenti dell’organizzazione agivano sempre a volto coperto, con fasciacollo o felpe con cappucci per non essere riconosciuti nei filmati ripresi dai sistemi di videosorveglianza nel territorio. Sono stati individuati i vertici e i gregari dell’associazione, che operavano nella provincia di Palermo, e sono stati recuperati numerosi veicoli che sono stati restituiti ai proprietari.

Sono stati accertati oltre 20 episodi di furto commessi nei comuni di Bolognetta, Misilmeri, Marineo, San Giuseppe Jato, Belmonte Mezzagno, Ficarazzi, Bagheria e Monreale, una rapina, due tentativi di estorsione e un episodio accertato di estorsione con il metodo del “cavallo di ritorno”.

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