martedì, 21 Settembre 2021

“La città che muore” candidata patrimonio Unesco. Civita di Bagnoregio, nel cuore dell’Italia

Undici abitanti, una continua erosione che porterà alla sua scomparsa e la nomina per città patrimonio Unesco 2022. Civita: bellezza, storia e cultura.

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Nel cuore del Lazio, nella valle dei Calanchi a pochi chilometri da Viterbo, sorge uno dei borghi più belli d’Italia, strabiliante e poco conosciuto: Civita di Bagnoregio. Situato a 443 metri sopra il mare in una posizione unica, vanta 11 abitanti ed è raggiungibile solo attraverso un ponte pedonale lungo 200 metri. Il perché del suo isolamento deriva dalla progressiva erosione della collina e della vallata circostante che continua ancora oggi nel ventunesimo secolo rischiando di farla sparire per sempre nel giro di qualche decennio. Da qui rinominata, “La città che muore” dallo scrittore Bonaventura Tecchi, che vi trascorse la sua giovinezza.

La battaglia per la sopravvivenza del borgo è alimentata da una grande novità: il Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco ha approvato come candidatura italiana da presentare all’esame del Comitato del Patrimonio Mondiale 2022 “Il paesaggio culturale di Civita di Bagnoregio”. La designazione rappresenta quindi una sfida per un territorio in pericolo, minacciato da forze naturali ed influenzato da aspetti culturali ed architettonici, ma di un’inestimabile bellezza e ricchezza storica.

Non solo storia e cultura ma anche cinema: Civita è stata palcoscenico di numerosi film importanti. Dai meno recenti, come I due colonnelli del 1962 e Il cavaliere, la morte e il diavolo del 1983 fino ai più attuali come lo sceneggiato televisivo Pinocchio trasmesso su Rai1 nel 2009 e il simpatico film del 2018 di Alessandro Genovesi, Puoi baciare lo sposo.

Visitare Civita di Bagnoregio è una delle esperienze più singolari ed entusiasmanti che è possibile fare nel territorio della Tuscia, questo la rende una meta ambita dal turismo nazionale ed internazionale. Prima della pandemia da Covid-19, ogni anno, più di 700mila visitatori da tutto il mondo arrivavano per vedere dal vivo questa bellezza antica che sfida il tempo e l’erosione. Il paese sta vivendo una grande fase di crescita legata al turismo, motore trainante dell’accoglienza e dello sviluppo.

Attraversare il borgo significa respirare il clima più autentico della provincia italiana, condito dall’aspetto Rinascimentale. Il Belvedere offre un affaccio mozzafiato sulla vallata di Civita, da dove è possibile scattare delle vere e proprie cartoline fotografiche. Continuando, dieci scalini più in giù ci si ritrova nella zona del Mercatello. Da lì si prosegue fino alla passeggiata sul ponte che, sospeso nel vuoto, porta dritto all’entrata del borgo etrusco. Attraverso Porta Santa Maria si viene catapultati in una dimensione senza tempo, fuori dal mondo, in un luogo di pace. Andando avanti, accompagnati dagli ormai famosi “gatti di Civita” si arriva al centro del borgo, Piazza San Donato, originariamente un foro, oggi chiamata “la piazzetta”. Frontalmente, l’attenzione viene subito catturata dalla facciata del Duomo di San Donato, che fu la cattedrale fino al 1699.

Il patrimonio culturale, storico e artistico che abbiamo in Italia è una ricchezza ed un privilegio inestimabile. Civita di Bagnoregio è uno di quei posti incredibili che ti fa ricordare che abiti in un Paese meraviglioso. E, in quanto tale, abbiamo la responsabilità di valorizzarlo e proteggerlo.

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