martedì, 21 Settembre 2021

Varazze, organizzarono sequestro di un imprenditore a scopo di estorsione: dieci arresti

Le nuove misure riguardano l'imprenditore savonese e il fratello, oltre che i due albanesi, uno si trova in carcere mentre l'altro è ancora ricercato.

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Salgono a 10 le misure detentive per il tentato sequestro a scopo di estorsione di un imprenditore genovese quarantenne, avvenuto a Varazze il 19 novembre 2020 presso l’hotel Le Vele. Le ultime quattro misure cautelari sono state eseguite dalla Squadra mobile di Genova e Savona, dopo che sei persone vennero arrestate in flagranza di reato.

Quel giorno l’imprenditore venne invitato in albergo con la scusa di parlare di un ricevimento con 4 uomini e 2 donne, rivelatisi in seguito spacciatori di droga residenti in Piemonte e Lombardia. La Polizia però seguiva da settimane la banda, in quanto sospettata di essere coinvolta nel traffico di droga e, tramite intercettazioni telefoniche tra i sei soggetti, riuscì a bloccare in autostrada l’imprenditore attraverso una scusa, facendo trovare all’appuntamento in albergo un poliziotto in borghese con decine di colleghi pronti a far scattare il blitz.

Il sequestro di persona doveva servire per recuperare un investimento andato male, ideato da un imprenditore del ponente Savonese che aveva affidato ad un procacciatore di investimenti 100mila euro. In seguito agli scarsi risultati nel recupero dei soldi per vie legali, l’uomo insieme al fratello avrebbe arruolato due individui di origini albanesi per recuperare l’importo. I due albanesi, insieme ad altri, avevano organizzato il sequestro del broker per il 10 novembre 2020, ma tutto era sfumato per la folta presenza di poliziotti in zona, che li avevano anche controllati tramite posti di blocco, con i coinvolti che risultavano già sotto la lente per attività legate al traffico di droga.
La banda ha quindi virato sul rapimento dell’ex socio del broker, l’imprenditore genovese che gravitava nella ristorazione, ma anche l’altro tentativo è fallito per via del blitz.
L’imprenditore savonese, che sarebbe il mandante, aveva garantito agli esecutori materiali due terzi del totale della somma estorta, i quali avevano ricevuto 2mila euro di anticipo per poter agire. Delle dieci misure cautelari, cinque sono in carcere e cinque ai domiciliari, tra questi l’imprenditore savonese e il fratello; tutti sono accusati di duplice tentato sequestro di persona in concorso continuato.

Per sei individui erano già state prese misure il 19 novembre 2020; le nuove riguardano appunto l’imprenditore con il fratello, oltre che i due albanesi, uno è in carcere mentre l’altro è ricercato.

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