giovedì, 23 Settembre 2021

Morgan si confessa: “Partecipo a Ballando perché devo, vittima di ‘mobbing’ da parte della Rai”

Morgan si sfoga, parla di mobbing da parte della Rai, colleghi e pubblico. A Ballando parteciperà solo perché deve.

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Morgan in una lunga confessione al giornale Rolling Stone confida le ragioni della sua partecipazione a Ballando con le stelle, il programma firmato Rai1 di Milly Carlucci. Per farlo, comincia con una battuta di Simona Ventura in un’intervista sul settimanale Chi: “Mi piace, speriamo arrivi alla fine. Sai com’è, con lui un giorno ti volti e non c’è più, ma Milly Carlucci sa il fatto suo. Voglio bene a Morgan, è il mio figlio più turbolento, sono felice per lui”.

E a lei, nella sua lunga lettera risponde:”Carissima Simona Ventura, io non solo mi ritengo totalmente fuori dal mio contesto naturale, ma di essere inappropriato in quel ruolo. Però, quello che invece è appropriato, è che si tratta di lavoro. E io, che sono un uomo di cultura, con tre figlie, che ha voglia di vivere, che ha lavorato tanto ma vive una dimensione che prende il nome di ‘mobbing’ sono costretto a farlo. E lo sai meglio di me che io sono l’esempio massimo di chi è vittima regolarmente di questo reato compiuto dalla Rai, dalla discografia, dalla società, dalla stampa, dai tribunali, da tutto il mondo che mi circonda” – continua: “Basta solo pensare che io non solo sto per andare a Ballando con le stelle, ma sono uno dei più grandi conoscitori della canzone italiana. Però, quando si fa un programma su questo tema, la Rai non lo affida a me, ma a persone con meno competenze ed esperienza. Ho fatto sette edizioni di X Factor vincendone cinque e trovandomi nel Guinness dei primati perché sono il più grande talent scout del mondo. E io non dovrei fare la televisione? Non lavoro, così mi portano via la casa, mi pignorano i concerti, mi denunciano perché non pago gli alimenti alle figlie?”.

Morgan conclude la lettera parlando dei progetti che hai in serbo per la trasmissione: “farò imparare a parlare italiano alle persone, almeno. E poi magari qualche balletto riuscito potrei anche realizzarlo. Ma soprattutto farò cultura, che è il mio ambito. Infatti, dove oggi mettono Stefano Bollani, Brunori Sas, Manuel Agnelli o Enrico Ruggeri, sono tutti posti che occupano al posto mio. Intanto io insegno all’università la storia della musica”.

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