sabato, 25 Settembre 2021

“Jurassic Pompeii”, clamoroso ritrovamento grazie a Google Earth

Per il museo di storia naturale londinese si tratta di "un ritrovamento importantissimo che permetterà di studiare in modo più approfondito la struttura corporea di questi animali e di catalogarli meglio".

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Chi l’ha detto che non si possano scoprire resti fossili anche da casa, comodamente sul divano e magari col solo ausilio del cellulare? La tecnologia, si sa, se usata correttamente, non solo aiuta la vita di tutti i giorni, ma agevola lavoro e passioni. Passione, come quella dei due coniugi inglesi Sally e Neville Hollingworth, coppia di paleontologi dilettanti che, nell’ipotesi di dover sospendere le ricerche sul campo, hanno deciso di dedicarsi allo studio delle immagini di Google Earth.

Il risultato è che hanno scoperto una sorta di Pompei giurassica, come definita dallo stesso Neville, ritrovamenti che hanno permesso ai due coniugi di trasformare una passione in un vero e proprio lavoro: oggi, di fatto, si ritrovano a collaborare con gli esperti del Natural Hostory Museum di Londra.

Procediamo con ordine. Google Earth è un software messo a disposizione da Google che, mediante il telerilevamento terrestre e immagini satellitari, restituisce agli utenti immagini virtuali della Terra: una sorta di mappamondo digitale, lo si potrebbe definire. Sally e Neville Hollingworth, sentendo la necessità di reinventarsi durante il periodo pandemico e di lockdown, hanno pensato di sfruttare le potenzialità di tale strumento per studiare una cava tra le colline dei Cotswolds e prepararsi alla ripresa degli scavi una volta tornati alla normalità. “Abbiamo chiesto il permesso ai proprietari del terreno dopo aver confrontato le fotografie con le mappe geologiche della zona – racconta la donna -. Dapprima siamo rimasti un po’ delusi”.

Già, perché i primi ritrovamenti risalgono sì al periodo giurassico, ma a qualche frammento di creatura marina. Tuttavia, uno studio più approfondito dei campioni e frammenti rinvenuti nei rispettivi laboratori (in garage e nella capanna degli attrezzi), hanno restituito una scoperta emozionante. “All’improvviso ho sentito Neville che gridava, vieni a vedere, vieni a vedere!” racconta sempre Sally.

Ed ecco che, sulla scrivania del marito, compare un crinoide, un tipo di echinoderma del periodo giurassico. Una scoperta che ha aperto un vero e proprio vaso di pandora, “decine di migliaia di creature che risalgono a circa 167 milioni di anni fa, preservate alla perfezione da un cataclisma” racconta Tim Ewin, del Natural Hostory Museum di Londra, coinvolto dalla coppia per avviare uno studio più approfondito dell’intera area, ribattezzata in seguito “Jurassic Pompeii”.

“Se avessero potuto gridare questi organismi lo avrebbero fatto, si capisce dalla posizione dei loro corpi. Hanno cercato di difendersi ma sono stati travolti all’improvvis. Sono stati sepolti vivi ed è per questo che si sono conservati alla perfezione.” continua Tim Ewin. Per il museo di storia naturale londinese si tratta di “un ritrovamento importantissimo che permetterà di studiare in modo più approfondito la struttura corporea di questi animali e di catalogarli meglio”. I risultati inaspettati della coppia di paleontologi dilettanti, hanno portato ad una proficua collaborazione con il museo, una passione che è diventata realtà.

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