giovedì, 23 Settembre 2021

In Italia 2mila vittime di tratta in sei mesi: all’80% è sfruttamento sessuale

Secondo l'ultimo report della ONG, nel nostro Paese l'81,8% delle vittime sono donne e ragazze. Nel 78,4% dei casi si tratta di sfruttamento sessuale.

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In Italia le vittime di sfruttamento prese in carico dal sistema nazionale anti-tratta fra gennaio e giungo 2020 sono 2.040. Secondo quanto emerge dal report Piccoli Schiavi Invisibili, recentemente pubblicato da Save the Children, l’81,8% degli sfruttati sono donne (1.668), il 16,2% sono uomini (330) e il 2,1% sono persone transgender (42). Il 5,1% di loro non ha ancora raggiunto la maggiore età.

Nella maggior parte dei casi, il 78,4%, si tratta di forme di sfruttamento sessuale, mentre nel 13,8% di sfruttamento lavorativo nel settore industriale, edilizio e agricolo. Il 72,3% degli invisibili proviene dalla Nigeria, seguita da Costa d’Avorio, Pakistan, Gambia e Marocco. La principale Regione di emersione è l’Emilia Romagna (16,4%), seguita dalla Campania (14,8%), i cui dati risultano in aumento rispetto al 2019, superando Piemonte (14%) e Lombardia (12,5%); fanalino di coda Sicilia (6,9%) e Veneto (5,9%).

Nel 2020 le chiamate totali al Numero Verde Antitratta sono state 5.510, in aumento rispetto alle 3.711 del 2019. Una buona parte dei casi è relativa a comunicazioni di servizio o consulenze. Tuttavia, il 20% delle chiamate ha segnalato potenziali vittime di tratta e sfruttamento, specialmente sessuale, lavorativo e accattonaggio.

Da aprile 2021 Save the Children ha avviato un nuovo progetto a supporto di madri
(talvolta minorenni) vittime di tratta e sfruttamento e dei loro figli, per salvarli da eventuali nuove forme di abuso, attraverso l’attivazione di azioni di protezione ed empowerment. Tra gli obiettivi c’è anche quello di dare alle donne una centralità nei percorsi di riappropriazione della propria vita e del proprio futuro in modo da raggiungere l’autodeterminazione per sé e per i loro figli.

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