martedì, 30 Novembre 2021

Tokyo 2020, squalificati per doping lo svizzero Hussein e il sudafricano Shange

Per Hussein è stata fatale una sostanza tollerata per gli allenamenti, ma non per le competizioni. Discorso differente per Shange, positivo ad uno steroide per bovini.

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Non solo positività al Covid, ma anche al doping, con le Olimpiadi che vedono questo triste epilogo per l’atleta svizzero Kariem Hussein, risultato positivo alla nicetamide (coramina) e al metabolita N-ethylnicotinamide, in seguito ad un controllo antidoping effettuato durante i campionati nazionali, con l’ostacolista squalificato per 9 mesi. Il 32enne campione europeo del 2014 avrebbe dovuto partecipare alle batterie dei 400 ostacoli in programma il prossimo venerdì.
Il comitato di Swiss Olympic si è detto “Scosso dall’accaduto, in un momento in cui lo sport internazionale dovrebbe invece celebrare i Giochi Olimpici di Tokyo. L’atleta ha già accettato la sua sospensione e si è assunto la responsabilità della sua colpa. La sospensione deve essere un avvertimento per tutti gli sportivi e le sportive: la prudenza non è mai troppa quando si tratta di integratori alimentari”.

Hussein ha poi spiegato tutto tramite un post sul suo profilo Instagram ufficiale: “Il mio sogno per i Giochi Olimpici di Tokyo è finito. Da venerdì scorso già sapevo: il risultato di un controllo anti-doping ai Campionati svizzeri ha mostrato la presenza di una sostanza illecita. È tollerata per gli allenamenti, ma non per le competizioni. E così, prendendo della Gly-coramina dopo l’ultima gara, ho commesso un grave errore che ora mi costa nove mesi di sospensione. Non ho mai avuto l’intenzione di usare sostanze illecite. Ero convinto che non stessi facendo nulla di sbagliato. Ma è una mia responsabilità e ne devo sopportare le conseguenze. In particolare per tutti quelli che hanno creduto in me e mi hanno sostenuto in tutti questi anni. Mi dispiace tanto. Ma chi mi conosce sa che non mollerò e andrò avanti“.

Olimpiade finita anche per il marciatore sudafricano Lebogang Shange, presente nella entry-list della 20 km del 5 agosto, alla quale non prenderà parte per la positività al trenbolone, steroide anabolizzante usato per promuovere la crescita muscolare nei bovini. Il classe ’90 è il detentore del record nazionale della 20 km, ma potrà tornare in gioco nel 2023, per via della squalifica confermata dal TAS di Losanna, partita a dicembre 2019.
L’atleca, classificatosi 44esimo alla marcia di 20 km a Rio 2016 e quarto ai mondiali del 2017, si ritrova annullati i risultati sportivi ottenuti a partire dal 4 novembre 2019.

Sotto la lente di ingrandimento la collega connazionale Carina Horn, detentrice del record nazionale sui 100 metri, in attesa del responso disciplinare per sapere se potrà competere per Tokyo o meno.

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