giovedì, 16 Settembre 2021

Pordenone, arrestato all’aereoporto di Roma-Fiumicino: latitante albanese deve scontare 17 anni

L'albanese era imputato per tentato omicidio e rissa, ed era stato condannato in via definitiva a 17 anni, 10 mesi e 6 giorni. L'8 maggio 2017 fu emesso nei suoi confronti un mandato di Arresto Europeo dalla Procura Generale presso la Corte d'Appello di Trieste.

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Ieri sera, in un aereo proveniente da Londra è giunto a Roma-Fiumicino un latitante di nazionalità albanese, condannato a 17 anni e 10 mesi di carcere per tentato omicidio. L’uomo è stato localizzato nel Regno Unito, dove si era rifugiato, dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Pordenone, che lo hanno ritrovato grazie ad alcuni contatti di congiunti con il ricercato.

Nella notte tra il 9 ed il 10 dicembre 2006, ci fu una discussione animata fra due gruppi di albanesi nel parcheggio di una sala giochi del pordenonese, con scambio di insulti e spintoni. Il cittadino albanese, però, dopo essere tornato a casa, ritornò sul posto. Si era armato di un grosso coltello e spalleggiato da due fratelli, ferì con numerose coltellate i tre rivali.

I tre rimasero gravemente feriti, uno in particolare, che fu colpito all’addome. L’aggressore, due settimane fa, aveva lasciato l’Italia per l’Albania da dove, temendo vendette, si era trasferito prima in Grecia, poi nel Regno Unito, utilizzando documenti falsi e interrompendo i contatti anche con i familiari in Italia.

L’albanese era imputato per tentato omicidio e rissa, ed era stato condannato in via definitiva a 17 anni, 10 mesi e 6 giorni. L’8 maggio 2017 fu emesso nei suoi confronti un mandato di Arresto Europeo (M.A.E.) dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Trieste. La Squadra Mobile della Questura di Pordenone, incaricata della cattura del latitante, aveva avviato investigazioni interessando le autorità inglesi che il 18 giugno 2019 a Edimburgo (Scozia), avevano localizzato e arrestato il cittadino albanese.

Ieri sera si è concluso il processo di estradizione con il ricercato giunto all’aeroporto di Fiumicino e affidato agli investigatori italiani, che lo hanno condotto al carcere di Civitavecchia (Roma).

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